Ieri, con 55mila abitanti, a Trani erano ammesse due agenzie di onoranze funebri. Oggi, con la stessa popolazione, si può lavorare in tre, ma non in quattro. E la legge Bersani sul libero mercato? Valsa solo per due anni, per blindare la terza agenzia: prima, e dopo, si gioca sottilmente sui numeri e si finisce, per l'ennesima volta, in tribunale. E così, a Trani, l'attività funebre si colora di «giallo».
IL NUOVO REGOLAMENTO
Il nodo della vicenda è l'articolo 77 del Regolamento di polizia mortuaria, approvato dal consiglio comunale lo scorso 27 ottobre: vi si stabilisce «un rapporto di un'impresa funebre ogni 25.000 abitanti, come da ultimo censimento ai fini Istat. La popolazione eccedente rispetto a tale parametro - vi si legge - consente l'apertura di un'ulteriore impresa»: ad oggi, Trani ne ha 55.000 e possono essercene tre, come effettivamente è.
IL COMMISSARIO E LA TERZA AGENZIA
Il regolamento approvato dall'assemblea elettiva ha compiuto un apparente passo indietro nel tempo rispetto alla delibera con cui il commissario straordinario uscente, Maria Rita Iaculli, nel 2015, con i poteri dell'esecutivo, aveva revocato due vecchie delibere di giunta, del 2000 e del 2002, che stabilivano di ritenere congruo il rapporto di un'agenzia ogni 25.000 abitanti e procedere al rilascio di una nuova licenza soltanto quando la popolazione del Comune di Trani avesse raggiunto, o superato, i 75.000 abitanti: in quel caso, si sarebbe dovuti giungere a 75mila per aprire la terza agenzia.
Il commissario, in forza della legge Bersani sulla libera concorrenza, aveva cancellato quella norma obsoleta rispetto alle nuove tendenze del mercato e aveva così favorito l'autorizzazione, da parte del dirigente dello Sportello unico per le imprese, in favore di Giulio Pappalettera: la sua sarebbe stata la terza agenzia di onoranze funebri a Trani, dopo quelle storiche degli imprenditori Cassese e Delfini.
IL DIRIGENTE E LA QUARTA AGENZIA
Giungiamo, così, ai giorni nostri. Sulla base dei diritti riconosciuti dal libero mercato, e per effetto di un'autorizzazione rilasciata dal Suap, a Trani ha aperto una quarta agenzia di onoranze funebri, la Lombardi, in piazza Gradenigo. L'agenzia ha regolarmente aperto lo scorso mese di gennaio e svolge l'intera attività di un'impresa di onoranze funebri, dal disbrigo delle pratiche all'effettuazione di esequie con l'utilizzo di un carro funebre, nonché cremazioni.
Il provvedimento del dirigente di quell'area, Michele Stasi, autorizzava l'avvio dell'attività anche nell'assenza di una serie di documentazioni, di prevalente competenza della Pubblica sicurezza: non essendo stato possibile ottenerle in tempo utile, la figura apicale dell'ufficio si era assunto la responsabilità di autorizzare l'avvio del richiesto esercizio di attività funebre in favore della Lombardi.
IN TRE AL TAR
Ebbene, al provvedimento da lui rilasciato si sono opposti, proponendo ricorso al Tribunale amministrativo regionale, proprio gli tre imprenditori di onoranze funebri attualmente operativi a Trani: Cassese, Delfini ed il già citato Pappalettera. Nella loro richiesta di annullamento previa sospensiva, con richiesta di emissione di decreto previdenziale inaudita altera parte dell'autorizzazione all'esercizio di attività funebre, le tre attività sia alla presunta incompletezza della documentazione a sostegno del nullaosta del dirigente, sia all'articolo 77 del Regolamento di polizia mortuaria.

