Il numero dei detenuti nel carcere di Trani è in progressivo, ma contenuto aumento. Lo si evince dalla relazione rilasciata dalla Corte d'Appello in occasione dell'inaugurazione del nuovo anno giudiziario.
Alla data del 30 giugno 2017, Trani aveva una presenza effettiva di 289 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 221. Il dato risulta superiore di 7 unità rispetto al 30 giugno 2016 e 34 rispetto alla stessa data del 2015.
Va anche detto che, nel frattempo, il numero dei reclusi è ulteriormente salito superando la quota psicologica dei 300 e raggiungendo i 315. Peraltro, non si tratta di uno sforamento di così preoccupante entità, se confrontato con quelli del carcere di Bari (dove vi è una presenza effettiva di 100 unità in più rispetto alla capienza) e Foggia (dove addirittura ci sono 572 reclusi a fronte dei 368 previsti per capienza regolamentare). In altre parole, anche se Trani va ben oltre la capienza normalmente prevista, riesce a mantenersi in condizioni di vivibilità tali da non parlare di vero e proprio sovraffollamento, anche perché vengono garantiti i 4 metri quadrati per detenuto, arredi esclusi, previsti per legge.
Nel frattempo sono quasi ultimati i lavori per la realizzazione della nuova palazzina presso la casa circondariale maschile di via Andria: dovrebbe essere inaugurata a giugno ed ospiterà 200 detenuti su quattro diversi livelli. La sua entrata in esercizio permetterà progressivamente di liberare ali della vecchia struttura carceraria, realizzata negli anni '70, per effettuarvi i previsti lavori di messa in sicurezza e ammodernamento.
Non ci sono di questi problemi, invece, al carcere femminile di piazza Plebiscito, in cui la situazione è paradossalmente opposta: infatti, a fronte di una capienza regolamentare di 42 detenute, il rapporto della Corte d'Appello ne segnala appena 29, contro le 27 dell'anno precedente e 26 del 2015. Attualmente, peraltro, ce ne sono soltanto 25. Dunque in quella struttura che è anche qualificata come «casa lavoro», poiché le detenute sono impegnate in progetti di realizzazione di accessori moda ai fini di un reinserimento sociale, si sta persino larghi.
Secondo quanto riferisce il rapporto della Corte d'Appello, «presso il carcere maschile di Trani continua a sua volta la collaborazione con la cooperativa Campo dei miracoli, di Gravina in Puglia, che da anni gestisce un tarallificio con l'impiego di quattro detenuti. L'eventuale espansione dell'attività potrebbe incrementare altri posti di lavoro, e sarebbe attuabile anche attraverso l'acquisto di macchinari necessari per allargare e aumentare la produzione».
E presso la casa di reclusione femminile, come dicevamo, a sua volta, opera da anni un laboratorio sartoriale gestito da Officina creativa, in collaborazione con il Gruppo Megamark.



