È trascorso poco più di un anno dalla sua nascita, ma l’associazione culturale Progetto Bovio mostra di avere tutte le carte in regola per portare avanti con successo l’obiettivo per il quale è stata costituita: la divulgazione e la conoscenza della figura di Giovanni Bovio su tutto il territorio nazionale.
L’eco delle attività della Progetto Bovio, tra le quali il Museo itinerante e il Premio nazionale Giovanni Bovio (quest’anno alla terza edizione) è giunto anche all’attenzione del Grande Oriente d’Italia, istituzione massonica alla quale Bovio apparteneva. Infatti nei giorni scorsi, presso l’Accademia dei Ravvivati di Piombino si è tenuto un incontro pubblico intitolato “Giovanni Bovio: politico, filosofo, massone e scrittore del Risorgimento italiano”, organizzato dagli Orienti di Piombino e Campiglia Marittima, che ha visto tra i relatori anche il presidente e il vicepresidente dell’associazione Progetto Bovio, Domenico Valente e Micaela Nichilo.
Nel corso dell’importante evento, presieduto da Ubaldo Vanni (vicepresidente del collegio circoscrizionale dei maestri venerabili della Toscana), lo scrittore tranese Domenico Valente ha relazionato sulla figura di Bovio, narrando episodi legati alla vita del celebre politico. Micaela Nichilo è intervenuta con alcuni approfondimenti sulle opere drammatiche di Bovio e ha relazionato sulle attività della terza edizione del premio nazionale a lui ispirato.
Luciano Rossi, studioso e storico della massoneria, ha regalato alla ricca platea un esaustivo intervento su alcuni aspetti del Bovio massone (già iniziato dalla loggia Caprera all’Oriente di Trani nel 1865), il cui contributo, oltre che nella vita politica del Paese, è stato determinante anche all’interno del Grande Oriente d’Italia. «Trovo che sia significativo, nello spiegare l’immensa statura del personaggio, nonché la profonda stima ed affetto che egli riscuoteva anche nella nostra città - spiega Luciano Rossi - quanto accadde nel 1906 in memoria di Giovanni Bovio, scomparso appena tre anni prima: fu allora, infatti, che il consiglio comunale di Piombino decise di cambiare il nome della piazza, allora conosciuta come Piazzarella».
«A Bovio, quindi – ha detto Domenico Valente - l’intitolazione di una delle più incantevoli piazze d’Italia, perché la sua memoria non si affievolisca e perché il suo pensiero, sempre attuale, possa rinnovarsi di generazione in generazione».
