Costantino il Giusto. Non è l'appellativo di un imperatore, ma il riconoscimento per un uomo che ha fatto dell'amore per il prossimo la sua ragione di vita. Costantino Baratta, 61 anni, muratore tranese residente da trentuno a Lampedusa, proprio lì salvò dalla morte dodici persone durante il naufragio del 3 ottobre 2013.
Per questo motivo è stato eletto fra i quattro «Giusti 2018», insieme con altri tre cittadini del mondo, fra uomini e donne, che come lui si sono distinti nel campo dell'accoglienza.
I Giusti nacquero per iniziativa di Gabriele Nissim, fondatore di «Gardens of the righteous worldwide», più comunemente conosciuto come «Giardini dei giusti».
Il 10 maggio 2012 i paesi dell'Unione europea hanno deciso di dedicare una giornata per ricordarli e, dal 2017, il 6 marzo anche in Italia è la «Giornata dei giusti».
Eventi si sono realizzati in tante scuole ed in molte città sono stati adottati i Giardini per i giusti. Nel 2012 fu Venezia a farlo e, nel suo, fu piantato un ulivo proveniente da Trani in memoria di Alfredo Albanese, dichiarato Giusto quell'anno in quanto commissario di polizia Vittima del terrorismo a Mestre, nel 1980.
Ieri, a Milano, nel Giardino dei giusti del capoluogo lombardo, il più famoso con quello di Yad Vashem, a Gerusalemme, il prestigioso riconoscimento è andato a Baratta e, ancora, a Ho Feng Shan, Hammo Shero e Daphne Vloumidi.
Ho Feng Shan era console cinese a Vienna, e fu tra i primi diplomatici ad impegnarsi per la salvezza degli ebrei, prodigandosi affinché avessero passaporti cinesi per fuggire dalle deportazioni. Lo Yad Vashem lo ha riconosciuto Giusto tra le nazioni nel 2000.
Hammo Shero fu a capo della regione montuosa irachena dello Sindjār, accolse e garantì la protezione di migliaia di fuggiaschi cristiani, per la maggior parte armeni, dalle persecuzioni degli Ottomani.
Daphne Vloumidi, assieme al marito Iannis possiede e gestisce l’hotel Votsala, situato sulla costa est di Lesbo, in cui ha prestato soccorso ai migranti, rendendo partecipi anche gli ospiti dell’hotel, affrontando l’ondata di profughi in arrivo dalla Turchia a partire da dicembre del 2014.
«La scelta del Parlamento italiano di istituire la Giornata nazionale in memoria dei Giusti dell’umanità - ha scritto per l'occasione il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella -, offre una preziosa occasione per approfondire i temi della convivenza e rafforzare l’impegno comune contro ogni forma di sopraffazione, violenza sulle persone, intolleranza e razzismo».







