Michele Regano ed Armando presta sono stati ammessi al rito abbreviato, presso il Tribunale di Trani, con riferimento al processo alla banda degli estorsori. Il procedimento è in corso di svolgimento per otto imputati a Bari, sempre con la formula del rito abbreviato, e per altri tre a Trani, in origine con il giudizio ordinario: il terzo imputato, in un altro procedimento, è Pasquale Pignataro.
Regano (difeso da Claudio Papagno e Francesco Di Marzio) e Presta (Giangregorio De Pascalis) da ieri sono stati ammessi all'abbreviato condizionato, fissato il prossimo 11 aprile. In quell'occasione saranno escusse tre persone, tra parti offese ed informate dei fatti, una delle quali dovrà rendere nuove dichiarazioni per un controesame sulla base delle prime già fornite.
Il presidente, nel frattempo, ha rigettato le ulteriori dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Vito Corda, capo della banda alla sbarra, proposte dai pubblici ministeri Giuseppe Maralfa, della Direzione distrettuale antimafia di Bari, e Marcello Catalano, della Procura della Repubblica di Trani, che insieme stanno sostenendo la pubblica accusa.
Lo scorso 2 marzo proprio Maralfa aveva chiesto le condanne per gli otto imputati del rito abbreviato a Bari, con pene tra i 2 anni 8 mesi e 10 anni di reclusione. Michele Regano fu tra gli arrestati della prima operazione contro gli estorsori in città, mentre Armando Presta ha fatto parte del secondo filone. Le due indagini sono state poi unificate in un unico procedimento, che però sta seguendo diverse strade dal punto di vista processuale.
Agli imputati viene addebitato il reato di estorsione in concorso, con l'aggravante del metodo mafioso ed altri capi di accusa. Le estorsioni oggetto dell'inchiesta, una consumata e le altre tentate, riguardarono attività della ristorazione, imprenditoriali, del settore immobiliare e lapideo.

