Anche la Procura della Repubblica di Trani fa autentici miracoli nel raccogliere denunce ed indagare in merito ai reati ipotizzati, nonostante il personale sottodimensionato. I numeri contenuti nell'ultimo rapporto della Corte d'Appello riferiscono che in procura ci sono 10 magistrati contro i 12 previsti, e nell'intero tribunale 32 a fronte dei 38 indicati in pianta organica. Carente e è soprattutto il numero dei giudici di pace del circondario di Trani: sono 16, anziché i 27 previsti. Quanto al personale amministrativo, il tribunale ha dieci unità in meno (125 contro 135) e la procura sei in meno (43 contro 49).
A dispetto di questo scenario, la procura ha ridotto le pendenze da 10260 a 9852 per quanto riguarda il registro delle notizie di reato. Peraltro, a fronte di 7798 sopravvenienze, ne ha esaurite 8206. Al contrario, ha registrato un lieve incremento relativamente al registro diretto al giudice di pace, in cui le notizie di reato sono aumentate da 1832 a 1989 e dove, a fronte di 1443 reati sopravvenuti, ne ha esauriti 1286.
Bisogna pure ricordare che, nel corso dell'anno preso in esame, la Procura di Trani ha visto l'avvicendamento del capo dell'ufficio, così che la reggenza è stata assunta dal procuratore aggiunto sulla scorta del progetto organizzativo elaborato in precedenza e fatte salve le modificazioni parziali resesi necessarie di volta in volta. Con l'insediamento del nuovo dirigente, Antonino Di Maio, è già iniziata la rivisitazione del progetto organizzativo.
«Di certo - fa notare il presidente della Corte d'Appello - in tutto il distretto permane un pesante arretrato che la performance delle procure è riuscita a ridurre in maniera assai modesta». In ogni caso, da gennaio 2017, è stato varato il progetto organizzativo della Procura generale «per garantire uniformità nell'esercizio dell'azione penale - fa sapere il presidente del distretto - ed evitare che autonomia ed indipendenza organizzativa delle singole procure diano luogo ad ingiustificate disparità di modi e tempi della risposta giudiziaria, suscettibili di disorientare l'utenza e scalfire la fiducia nell'operato della magistratura».
Da qui la prassi istituita di riunioni sistematiche fra le procure per la condivisione di soluzioni organizzative, diffusione di buone pratiche, circolazione di informazioni, esame delle principali novità normative ed eventuali ricadute organizzative.

