«I fatti non sussistono». Con questa motivazione il Primo collegio della Corte suprema di cassazione ha assolto l'ex sindaco, Giuseppe Tarantini, e gli altri ex amministratori condannati in primo grado, il 20 dicembre 2013, dal Tribunale di Trani per le inchieste sulle Estati tranesi 2005 e 2006.
Insieme con lui l'ex vicesindaco, Mauro Scagliarini, l'ex assessore alle finanze, Sergio De Feudis, l'ex presidente di Amet, Alfonso Mangione, l'ex presidente di Amiu, Claudio Squiccimarro, e l'ex assessore alla cultura, Nicola Quinto.
Contro la sentenza di primo grado tutti avevano proposto ricorso presso la Corte d'Appello, che il 12 maggio 2016 aveva rilasciato una sentenza di secondo grado assolutoria per Tarantini, con riferimento alla concussione, e di assoluzione per prescrizione per tutti e sei, con riferimento all'abuso d'ufficio.
Non soddisfatti gli interessati hanno proposto ricorso per cassazione ottenendo l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata, «perché i fatti non sussistono».
Tutte azzerate, dunque, le condanne del processo di primo grado, durante il quale altri imputati erano stati già assolti per non avere commesso il fatto o perché il fatto non costituiva reato.
Giuseppe Tarantini era difeso da Filiberto Palumbo, Mangione e Squiccimarro da Domenico Di Terlizzi, Scagliarini da Antonio Florio, De Feudis e Quinto da Domenico Lamantea.

