«Mi dà una gioia immensa sapere che ci sono organi alti, come la Corte di Cassazione, che discutono in diritto e non in dicerie. Il male di Trani è l'invidia, e questa città deve imparare a guardare non ai fatti del vicino di casa, ma all'economia che deve crescere, e di cui di ha fortemente bisogno». Così, sulle assoluzioni della Corte di Cassazione in merito alle Estati tranesi 2005 e 2006, Sergio De Feudis, che all'epoca dei fatti contestati era assessore alle finanze ed oggi è tornato ad essere un funzionario del Comune di Trani, peraltro imputato in un altro procedimento di rilievo come Sistema Trani, di cui è in corso l'udienza preliminare a carico di diciannove soggetti.
Intanto, però, il provvedimento dei giudici romani restituisce ai sei ex condannati in primo grado, e segnatamente a De Feudis, gran fiducia nella magistratura ed anche una forte dose di ottimismo per la vicenda in corso: «Ho dovuto attendere tredici lunghi anni - è il commento di De Feudis -, durante i quali ho sempre creduto che finisse così, sebbene non siamo stati ben visti, né trattati da chi ci aveva già condannato prima di un processo instaurato per motivi politici, e non di merito. Oggi la gioia è immensa soprattutto per la mia famiglia e coloro che realmente mi conoscono, e devo dire - sottolinea l'ex assessore - che devo ricredermi su una giustizia rivelatasi di diritto e non giustizialista».
A De Feudis, nell'inchiesta, veniva contestata la forma con cui poi furono finanziate quelle Estati tranesi: non vi era una particolare capienza nel capitolo e, allora, si ricorse alle sponsorizzazioni delle aziende ex municipalizzate. «E qualcuno mi definì il "deus ex machina" di tutta questa vicenda - ricorda De Feudis - il burattinaio che ne tirava le fila. Posso solamente dire che noi abbiamo agito in sincera sintonia con quello che ci richiedeva la città, vale a dire eventi che le dessero lustro. I soldi c'erano e li utilizzammo , ma una magistratura cieca che non volle capire che noi avevamo fatto solo il bene della città. Infatti in quel periodo, e lo certificano ancora oggi commercianti, esercenti e albergatori, tutti lavorarono tantissimo perché noi avevamo visto lontano, ed avevamo visto giusto».
E Sistema Trani adesso? «Dimostreremo che Sergio De Feudis non è il personaggio squallido dipinto da tanti, né colui che ha preso i 2 milioni di euro. Non sono un mostro, dimostrerò anche questa volta la mia innocenza».
