Nessun rischio immediato per la salute dei cittadini. È quanto ha fatto sapere la Procura della Repubblica di Trani, attraverso il rapporto del consulente incaricato delle indagini sulla cava fumante di contrada Monachelle.
Secondo quanto accertato, la fuoriuscita del benzene sprigionato dagli oli minerali, stoccati lungo una porzione di parete della cava sarebbe, disperdendosi nell'atmosfera non sarebbe pericolosa per la salute dei cittadini.
Tale esito conforterebbe, dunque, sia quanto affermato dal sindaco, Amedeo Bottaro, in consiglio comunale, sia quanto già accertato dall'Arpa nel corso dei sopralluoghi dei suoi tecnici, sia quanto sostenuto dai consulenti incaricati dalla proprietà.
Resta il fatto che la Procura vuole accelerare i tempi per l'intervento di messa in sicurezza e bonifica dell'area, che sarà eseguita dal Comune, a proprie spese, con diritto di rivalsa a carico del responsabile dell'inquinamento, che lo stesso titolare del fascicolo, Alessandro Donato Pesce, dovrà individuare.
Allo stato due sono i soggetti iscritti nel registro degli indagati: si tratta del custode giudiziario dell'area, per omesso controllo, e del proprietario di un terreno confinante, attraverso il quale si accede alla cava fumante, per abusi edilizi.
Non sono indagate, invece, le proprietario del sito, che recentemente si sono viste accogliere con successo, presso il Tar Puglia, il loro ricorso contro l'ordinanza del sindaco di Trani che intimava loro di procedere alla messa in sicurezza e Bonifica dell'area: dunque, non saranno loro ad occuparsene, non avendo in alcun modo la disponibilità del sito sin dal 1999.

