ASCOLTA LA RADIO FM 101 Mhz
Radiobombo
DAL 1978 LA RADIO DI TRANI - DAL 1999 IL PRIMO GIORNALE ONLINE DI TRANI

«Bollette elettriche non pagate», Hera Comm chiede 438mila euro: il Comune di Trani resiste in giudizio. Nel caso precedente, «debito accertato di soli 4.600 euro»

Il Comune di Trani torna in tribunale per difendersi da un nuovo decreto ingiuntivo notificato dalla società Hera Comm, fornitore dell'energia elettrica, in regime di salvaguardia, presso Palazzo di città. L'ultima richiesta, per presunte bollette non pagate, è di 438.000 euro, oltre oneri di legge ed interessi dalle scadenze al saldo effettivo. Il dirigente dell'Area contenzioso, Carlo Casalino, ha incaricato l'avvocato Michele Capurso, responsabile dell'Ufficio legale, di resistere in giudizio per tutelare gli interessi del Comune di Trani.

La vicenda, peraltro, potrebbe avere un esito molto simile a quella di un precedente decreto ingiuntivo opposto della Hera Comm all'inizio del 2017, partito con una richiesta di 465.000 euro ma che sarà definito con un pagamento di 5.900, un vero e proprio abisso fra le parti. Ed è stato proprio il responsabile dell'Ufficio legale a dimostrare l'infondatezza della domanda, alla luce della documentazione adotta in tribunale.

Infatti, il Comune di Trani ha potuto dimostrare l’avvenuto pagamento di tutte le fatture riportate nel decreto ingiuntivo, con l'eccezione di una sola, del settembre 2014 dell’importo di 4.607 euro. Al contrario, le fatture indicate nel decreto ingiuntivo per la precedente parte del 2014, nonché per gli anni 2013, 2015 e 2016, erano state tutte regolarmente pagate alla Banca Sistema, cui la Hc aveva ceduto le relative fatture. A detta del Comune, dunque, la società aveva intrapreso l'azione monitoria pure in presenza di pagamenti accertati. «Tutte le determinazioni dirigenziali e mandati di pagamento delle somme in favore di Hc e/o Banca Sistema - scriveva l'avvocato Capurso - presentano l’apposizione del timbro di tesoreria che certifica l’avvenuto pagamento con bonifico bancario».

Per meglio dimostrare l'infondatezza della richiesta di Hc, lo stesso legale comunale aveva personalmente proceduto a spuntare le fatture dichiarate ed indicate nel decreto ingiuntivo come non pagate dal Comune di Trani, confrontandole con le fatture indicate nei mandati di pagamento in favore della società, ovvero della banca: «Tale operazione è stata estremamente faticosa - si legge nelle carte relative alla lite in giudizio - e richiede tantissimo tempo soprattutto all’inizio. Dopo di che, quando almeno una delle 32 pagine del decreto ingiuntivo indicanti le fatture asseritamente non pagate inizia a completarsi procedendosi a marcare le fatture che in realtà sono state pagate, ci si concentra solo su quella pagina al fine di completarla».

E così, se da una parte la società elettrica ha preteso somme ritenute dovute, dall'altra il Comune di Trani, assolutamente certo del contrario, «dovrà valutare azioni innanzi ad altre autorità giudiziarie - si legge nella resistenza in giudizio -, poiché è inaccettabile che si possa agire giudiziariamente, per quasi mezzo milione di euro, con una superficialità tale da ingenerare il sospetto che si sia tentata un’azione volutamente finalizzata alla temeraria sottrazione di danaro pubblico in danno della cittadinanza tranese».

La tesi portata avanti dal Comune di Trani, in occasione del primo decreto ingiuntivo, sarà inevitabilmente la stessa con cui resisterà in giudizio di fronte alla seconda offensiva della società elettrica imolese, nel frattempo attiva anche nel recupero di somme, presso altri comuni, per fattispecie pressoché simili. E lì sembrerebbe che le cose siano andate decisamente peggio per gli enti, già costretti a riconoscere debiti fuori bilancio molto consistenti.

«Ma il Comune riferisce informazioni incomplete, a fronte di azioni legali ancora in corso di definizione», risponde Hera comm, proprio con riferimento al precedente decreto ingiuntivo notificato al Comune di Trani. Ebbene, «relativamente alla somma di 5.900 euro che il Comune di Trani sostiene di aver pagato a fronte del decreto ingiuntivo di Hera Comm da 465.000 euro (enfatizzando la differenza tra l’importo richiesto e quello pagato), giova specificare - si legge nella nota della società imolese - che i termini dell’accordo non sono quelli indicati dal Comune, ossia una rinuncia al pagamento del capitale oggetto del decreto, bensì è richiesto l’intero capitale. Quanto alle fatture già pagate a Banca Sistema che, secondo il cliente, Hera Comm avrebbe richiesto tramite decreto ingiuntivo in quanto oggetto di cessione, si chiarisce che le stesse rappresentano la quota parte del credito rimasta nella titolarità dell’azienda».


Notizie del giorno

Guida blu 2026, Trani conferma tre «vele» Ballottaggio, si vota oggi e domani: sfidanti e scenario Ballottaggio, lunedì dalle 15 la diretta di Radio Bombo per annunciare il nuovo sindaco di Trani Ballottaggio, Ufficio elettorale aperto no-stop Corpus Domini, oggi l'infiorata: ricorderà San Francesco d'Assisi Domenica al museo: ingresso gratuito al Castello Svevo di Trani Musica, tè e poesia: si chiude con Ayane Kodera la rassegna domenicale di Palazzo Beltrani Tre minori «senza freni», la storia corretta del furto d'auto e relativo inseguimento di stamani Incidente e bus fermo, 16 bis nel caos per ore FOTO. «La nostra casa è la vostra casa»: Arma 212, una festa fra onore, memoria e risultati Bottaro lascia la stanza e saluta: «Undici anni meravigliosi» Gli alunni del "De Amicis" di Trani protagonisti della pulizia della spiaggia con Legambiente Xiao Yan compie 29 anni: quasi tre decenni di inclusione e cittadinanza attiva a Trani Contestolab, un anno di inclusione: formazione, sport e autonomia per i ragazzi autistici Angela Bini dà voce all'anima femminile con l'intenso brano "Io Donna" Tennis, Sofia Valente conquista il Torneo Città di Ruvo: terzo successo consecutivo in quarta categoria Apulia Trani U17: sfuma ai rigori il sogno regionale, è argento contro la Pink Bari Trani, seconda riconferma: D'Addabbo Lacarvella e Unitre insieme per celebrare il mosaico e le arti manuali, dal 6 al 14 giugno Chiede 50 euro, ne prende 25 e scappa: Trani, a segno truffa finto investimento Villa Bini, si smonta muro: chiusura definitiva Pl sempre più vicina “Miseria e Nobiltà” e “Tre preti per una besciamella”: sei prestigiosi premi per la Compagnia dei Teatranti