«Il mestiere di soccorritore non è soltanto salvare vite o aiutare chi è fisicamente in difficoltà. Ci fa conoscere anche storie di solitudine, disperazione, fame. A me è capitato di scoprirne di vite in crisi a causa di separazioni: lo sono i genitori e lo sono, soprattutto, i figli, vittime quasi sempre innocenti e inconsapevoli di problemi dei quali non hanno alcuna colpa».
Così Rino Negrogno, infermiere del 118, presentando «Il miracolo», il suo terzo libro (edito da Durango) di cui si è parlato, ieri, nella libreria Luna di sabbia. A moderare l'incontro Cristina De Vita, reading di Vittorio Malcangi e Luca Gianotti. È intervenuto anche Luca Volpe, autore della prefazione.
Il volume è disponibile in formato cartaceo e ebook (si può prenotare e acquistare online su durangoedizioni.it). A Trani, città dell’autore, è già disponibile presso la libreria Luna di sabbia e la Libreria Mondadori in via Annibale Maria di Francia 20.
Dalla lettura di alcuni passaggi del volume, quella di Negrogno appare poesia consegnata alla narrativa fra descrizioni di luoghi, persone e stati d'animo che scorrono su un filo teso tra versi, parole e musica. Il risultato è un racconto leggero e spedito, ma tale da toccare le corde dell'anima o almeno, non lasciare indifferenti.
E questo, nella comunicazione appiattita di oggi, è il primo vero, e fondamentale, «miracolo».












