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«L'ultima bottiglia» di don Felice Botta: portò ed esaltò il Moscato di Trani in tutto in mondo

Si è spento sabato scorso, a 94 anni, dopo essere stato fra coloro che più, e meglio, fecero conoscere il Moscato di Trani in Italia e nel mondo. È Felice Botta, galantuomo d’altri tempi, che fondò l'omonima azienda vinicola nel 1948, specializzandosi ben presto nella produzione ed imbottigliamento del nostro storico vino da dessert.

Nel 1950 Botta conobbe il dottor Mattia, direttore della cantina sperimentale di Barletta, che gli propose di realizzare anche a Trani il moscato. Inizialmente Botta utilizzò piccole quantità di uva moscato, da cui ricavò un quantitativo di vino limitato. Dopo due anni di ulteriori sperimentazioni, tra vinificazione e commercializzazione del pregiato moscato, Botta espanse produzione e attività.

E, soprattutto, invitò a sua volta altri viticoltori tranesi - Protomastro, Telesio e Laurora, fra gli altri - a piantare vigneti di uva moscato: la produzione aumentò a tal punto che, nel giro di tre anni, fu possibile estendere la commercializzazione in Italia e all’estero.

Nel 1973 giunse il primo riconoscimento: in occasione del Concorso enologico internazionale, una medaglia d’oro con diploma. Questa onorificenza spinse Botta a pubblicizzare nei migliori cinema di Milano, facendo proiettare suggestive diapositive, le bottiglie del Moscato di Trani.

Nel 1974, con la collaborazione dell’enologo Franco Pastore, il Moscato di Trani riuscì ad ottenere la Denominazione di origine controllata.

Nel 1986 fu istituito il Consorzio moscato di Trani, altro traguardo importante per la tutela e la valorizzazione del prodotto e, in quello stesso anno, l’azienda Botta sbarcò negli Usa, e successivamente Hong Kong.

Aldo Moro, in occasione di una cena ufficiale, fece contattare la Prefettura di Bari per ordinare bottiglie di Moscato Botta. Anche in occasione della visita a Trani di Carlo e Diana, a nome della città, furono offerte bottiglie di moscato della stessa ditta.

Di Botta si ricorda, anche, la grande passione per lo sport con particolare riferimento al Memorial Tommaso Assi, in quanto grande amico del compianto Franco, storico organizzatore della manifestazione insieme con Tonino Rutigliano.

Le sue bottiglie erano il premio fisso per chi saliva sul podio e, fra coloro che più ne apprezzarono il prodotto ci fu, il 24 luglio 2005, l'olimpionico della maratona Stefano Baldini, che corse e vinse la memorabile edizione di quell'anno.

Felice Botta lascio l'agenda nel 2002 ma la famiglia Angarano di Bisceglie ne rilevò la denominazione chiamandola cantine botta ancora oggi la stessa è in piena attività e produce vino e ovviamente Moscato di Trani

La passione di Felice Botta merita, in eredità, che il consorzio Moscato di Trani, fermo da anni, ritorni in auge anche sotto altra forma, purché si trovi il modo di tornare a promuovere questo prodotto come veicolo turistico per la città.

Il sindaco, Amedeo Bottaro, ha confidato di avere anche questo progetto fra i suoi obiettivi, sebbene non sarà facile dirimere una serie vertenze e contenziosi che hanno purtroppo ostacolato, e non poco, il percorso del consorzio anche nei tempi in cui lo stesso era ancora in piena attività.

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