Topi di tribunale a Palazzo Nigretti, sede del Giudice di pace, senza che alcuno, al momento, si accorgesse di nulla.
È accaduto ieri mattina, fra le 11 e le 13, in due aule al secondo piano, durante due udienze contemporanee, sotto forma di altrettanti furti con destrezza opera, molto probabilmente, della stessa mano: il primo ai danni di un avvocato di Molfetta; il secondo di una coppia di coniugi di Trani.
La professionista aveva poggiato la borsa sul primo banco della sala, a due metri dal giudice, ed all'improvviso non l'ha più ritrovata. Vane sono state le ricerche nell'aula e negli altri ambienti dello stabile fino a quando, a distanza di due ore, la Polizia di Stato di Barletta la informava del ritrovamento dei documenti da parte di un agricoltore, in un suo terreno alle porte di quella città, all'interno del portafoglio vuoto. Nella borsa vi erano circa 50 euro, carte di credito, bancomat, documenti e chiavi sia dello studio professionale, sia di casa. Il furto è stato denunciato ai Carabinieri di Molfetta.
I coniugi, al contrario, la borsa se la sono ritrovata alleggerita del contenuto: 60 euro carte di credito, bancomat e documenti. Nulla di tutto questo è stato loro restituito e, per questo motivo, è stata sporta denuncia alla Stazione dei carabinieri di Trani. Inenarrabili i disagi per i malcapitati di entrambi gli episodi.
Palazzo Nigretti, come tutti gli altri stabili in cui si amministra la giustizia a Trani, è presidiato all'ingresso da due guardie giurate che controllano più che minuziosamente gli accessi del pubblico. A Palazzo Torres, sede principale del Tribunale, vi è anche un metal detector che seleziona ancora meglio gli ingressi.
Ma controlli incrociati non vengono effettuati all'uscita e soprattutto le aule di udienza, per motivi di privacy, non hanno telecamere di sorveglianza, che potrebbero invece essere presenti in altri ambienti e, sicuramente, lo sono sulla pubblica strada, puntando l'ingresso dei palazzi.
Questa circostanza potrebbe essere utile per risalire all'autore del gesto, che resta comunque grave nella misura in cui tutto ci si aspetterebbe in un'aula di tribunale, tranne che essere oggetto di furto laddove, invece, i reati vengono normalmente perseguiti, non eseguiti.
Resta anche da comprendere chi, e a quale titolo fosse entrato in quelle aule, poiché le udienze non sono pubbliche ma gli accessi riservati esclusivamente ad addetti ai lavori e parti in causa.

