Novità in vista per la cava fumante di contrada Monachelle: le comunicherà stamani l'assessore all'ambiente, Michele di Gregorio, a margine di una conferenza stampa convocata a Palazzo di città per la presentazione dei dati relativi alla campagna comunale sull'elettrosmog. Le due questioni non hanno attinenza fra loro, poiché i rapporti che la giunta si prepara a diffondere riguardano le emissioni delle stazioni radio base nel territorio comunale.
Ma è anche vero che si tratta pur sempre di temi tutti riguardanti la sfera di interesse dell'Assessorato all'ambiente ed è per questo motivo che, nel frattempo, sono sopraggiunte novità che, allo stato, non è dato comprendere se riguardi no l'indagine giudiziaria della Procura della Repubblica, ovvero il procedimento amministrativo, ufficialmente nelle mani della Provincia di Barletta-Andria-Trani.
In tutti e due casi il Comune di Trani segue da vicino lo sviluppo della situazione e, in prima persona, con riferimento all'affidamento degli interventi per la messa in sicurezza e bonifica dell'area. Si tratta, come è noto, di una cava di pietra dismessa, di proprietà privata, nella quale, da tempo non meglio precisato, sono stoccati oli minerali che fumano in seguito ad una lenta, ma costante combustione. Il fenomeno va avanti almeno dallo scorso settembre, quando il sito fu localizzato, ma non è da escludere che la combustione di quelle sostanze, le cui emissioni spesso si avvertono anche in città, fosse iniziata già prima.
Il sindaco, Amedeo Bottaro, con un'ordinanza aveva intimato alle proprietarie del sito di procedere alla bonifica e messa in sicurezza della cava. Le destinatarie del provvedimento lo avevano impugnato presso il Tar, con successo, poiché dal 1999 quella cava non è più nella loro disponibilità, essendo passata sotto l'egida di un custode giudiziario nell'ambito di un contenzioso per l'assegnazione delle eredità del vecchio proprietario, da cui avevano ereditato il bene.
Ciononostante la Provincia, in quanto responsabile del procedimento, a sua volta ha emanato lo stesso tipo di provvedimento sempre a carico delle eredi del defunto imprenditore. E, recentemente, proprio di Gregorio aveva fatto sapere che Palazzo di città aveva avviato un'indagine di mercato per l'individuazione del soggetto che dovrà occuparsi dell'intervento di bonifica e messa in sicurezza della cava, con rivalsa a carico del responsabile dell'inquinamento, sotto il coordinamento della stessa Procura della Repubblica che, a sua volta, ha nominato un consulente che disponesse l'iter tecnico.


