«Questo posto è una vera ricchezza, qui si respira “la vita buona”, cioè la vita che si fa servizio alla persona. Questo è il modo migliore per vivere». Queste le parole di Monsignor D’Ascenzo, neo vescovo di Trani, a conclusione della visita al centro Jobel, dove è stato accolto, in un salone stracolmo, da una gran festa cui hanno partecipato operatori, volontari, ospiti del centro e i loro familiari.
Don Leonardo, come preferisce essere chiamato, ha visitato tutti i locali dove hanno sede i diversi servizi offerti dalla struttura condotta dall’associazione e dalla cooperativa Promozione sociale e solidarietà. Come ha spiegato Marco Pentassuglia, una delle figure di riferimento del centro, «il Jobel è mettersi al servizio delle persone».
Dello spirito di servizio che attiva il centro hanno parlato don Mimmo De Toma, della parrocchia della Madonna del pozzo, una ragazza che sta svolgendo servizio civile presso il centro, alcuni animatori dell’oratorio, un operatore socio-sanitario che lavora nel centro, un familiare di un ospite. Tutti hanno portato a don Leonardo una testimonianza della vita che si svolge all’interno del Jobel.
La compagnia teatrale del centro, composta da alcuni ospiti e da alcuni operatori, ha portato in scena una breve parte dello spettacolo che verrà presentato al pubblico in occasione del festival “Il giullare – teatro contro ogni barriera”, che si terrà dal 16 al 22 luglio. Alla fine della breve rappresentazione, don Leonardo ha detto: «Sono emozionato dopo quello che ho visto. I vostri spettacoli arrivano al cuore. Mi complimento con tutti. La parrocchia, nel vostro caso, si è fatta servizio alla persona e questo è il modo migliore per vivere la vita».
A Monsignor D’Ascenzo sono stati donati un disegno, fatto dai bambini che frequentano il centro diurno per minori, e lo stemma vescovile interamente realizzato con la carta all’interno del laboratorio creativo del centro.













