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Emergenze ambientali, il consiglio comunale di Trani decide: quadro dettagliato dei tumori, piano delle cave presenti in città

Secondo punto all’ordine del giorno, firmato dagli stessi 13 consiglieri del primo, discutere in merito alla situazione della discarica e della cava di contrada Monachelle.

Di Lernia e Papagni avevano chiesto la presenza in aula di un rappresentante dell’Arpa. L’ingegner Gravina però, ha comunicato in tarda mattinata l’impossibilità a partecipare, dopo una prima risposta affermativa.

Barresi relaziona come promotrice: «In questa richiesta non c’è nessun colore politico. C’è un tema che riguarda la salute dei cittadini e dei nostri figli e io e Merra abbiamo pensato che confrontarsi in questa assise fosse importante.

Nel 2005 Amiu spa aveva delle centraline che servivano a valutare l’inquinamento ambientale, servizio che fu affidato all’Uniba in convenzione. Finita la convenzione, la Regione invitò il Comune a riprendere il monitoraggio ambientale, essendo Trani capoluogo di provincia ed essendovi la presenza della discarica. Che fine hanno fatto queste centraline? Si possono usare vicino la cava di contrada Monachelle? Dobbiamo discutere e trovare soluzioni.

Per quanto riguarda la discarica, vorrei stigmatizzare che da quando questa amministrazione si è insediata sono stati usati soldi per l’emungimento del percolato andando a spendere soldi per una zona che è di proprietà dell’Amiu. Con quei soldi risparmiati, 1 milione di euro l’anno, avremmo risistemato le strade. So che siete stati diffidati dalla Regione per il piano di caratterizzazione. Che si sta facendo? Non vediamo miglioramenti».

Merra: «È il giorno, oggi, delle risposte certe sulla cava. Chiediamo chiarezza per i nostri figli e per i cittadini, perché finora le risposte sono state confuse e fuorvianti oltre che a volte infondate». Il consigliere ha ripercorso tutta la cronistoria della cava, chiedendo cosa abbia fatto la amministrazione finora. «La Provincia è intervenuta. Le proprietarie Cortellino Maria Giovanna e Dora non sono responsabili perché non sono in possesso del bene, in mano di un custode giudiziario, Andrea Daconto. E poi perché dare tanta rilevanza a questa cava e non parlare più di quella scoperta nel 2015, in contrada Profico? Di chi era quella cava?».

Cinquepalmi: «Insistiamo sulla richiesta della emergenza ambientale, perché il Comune non ha le risorse per bonificare la discarica. Sono la Regione e il Ministero a doversi occupare di questo problema. In discarica c’è ancora una parte non completa perché priva di telo nel primo e secondo lotto. Questi lavori hanno peggiorato la situazione e non sono quasi ultimati, come dice l’amministrazione».

Avantario: «Tutte le cose che sono state fatte da questa amministrazione sono state a tutela della salute delle persone, come la valutazione dell’elettrosmog, la discarica sotto controllo. Se una amministrazione si occupa di salute sono contento. Un amministratore ha questo dovere, perché la salute è un diritto di tutti».

Di Lernia: «Oggi ho chiesto di andare in discarica perché pare che i lotti 1 e 2 versino nella vasca il percolato attraverso dei tubi. Ogni lotto ha le pompe che aspirano direttamente il percolato. Il percolato va aspirato direttamente dai lotti, pare che i tubi passino su un’area non permeabilizzata. È così? Volete controllare?».

Di Gregorio: «La delibera che avete proposto dice tutto e niente. Queste due centraline di monitoraggio testimoniano l’ennesimo spreco di soldi pubblici, perché con una ricerca si sarebbe saputo che queste centraline sono nei siti dell’Amiu, nel 2014 l’amministrazione dell’epoca incaricò un perito per verificare se queste due centraline potessero essere rimesse in funzione. Il consulente scrisse che la riparazione di questi due impianti sarebbe stata antieconomica. Sono buttate in discarica e inutilizzabili.

Noi invece abbiamo posizionato gratis le centraline alla Beltrani e alla Bovio, con una campagna di monitoraggio ambientale atmosferico che non hanno sottolineato criticità. Contiamo di fare prossimamente la stessa cosa utilizzando sempre le centraline dell’Arpa, a meno che non riusciamo ad acquistarne una fissa, come chiesto nell’emendamento. Ma questo comporterà dei costi».

Di Gregorio ripercorre poi la storia della cava, aggiungendo che «le emissioni sono quasi annullate» e quella della discarica. «Il sindaco si è assunto una grossa responsabilità chiudendo la discarica. È quasi completata la copertura di primo e secondo lotto, è stata aggiudicata la copertura del terzo lotto (attività tutte documentabili)»

Merra: «Lei dice che le proprietarie non hanno fatto nulla. I soldi sono stati messi dalle proprietarie».

De Toma: «Cosa si aspetta per le trincee? Si può già procedere?»

La seduta è stata sospesa nuovamente, alle 22.05 ed è ripresa dieci minuti più tardi con 17 presenti.

Cinquepalmi, riprendendo il precedente intervento: «Dovete richiedere l’emergenza ambientale».

Corrado: «La Provincia è l’unica competente in materia. Possiamo chiedere i soldi alla Regione, al Ministero, ma l’unico Ente competente è la Provincia, assente totale. Dopo 7 mesi ha avviato l’iter. Speriamo che questa delibera possa essere votata».

Per replica, Bottaro: «Stiamo facendo un grande lavoro su queste situazioni tutte ereditate dal passato, come il bubbone della cava fumante, della discarica, ma non ci tiriamo indietro e facciamo molto di più.

Sulla cava non posso dire al Procuratore della Repubblica che deve fare l’Arpa. Ho chiesto il coinvolgimento dell’Arpa ma non posso fare altro, anzi faccio di più di quello che dovrei fare come nel caso del Tar che mi ha bacchettato. Non potevamo muovere un dito se prima il tecnico della Procura non faceva le azioni,  noi con la determina stiamo già cantierizzando l’area, in 4 giorni.

Sulla discarica, abbiamo tolto le castagne dal fuoco sia alla Provincia che alla Regione, che si rimpallavano le responsabilità, con la Procura che a chiare lettere ci diceva che io non ero responsabile ma che dovevo stare attento. Abbiamo chiesto tutto, non ricordo a chi non abbiamo scritto, ma significa solo muovere le carte, come nel caso della richiesta di emergenza ambientale, perché deve intervenire qualcuno con le risorse.

Ma nel contesto in cui viviamo oggi, quando molte notizie riguardano amministratori e politici che fanno azioni per il tornaconto personale, preferisco intervenire per la salute dei cittadini».

Emendamento di Trani a capo, Procacci e Cinquepalmi, con cui si chiede al sindaco di: emanare un’ordinanza con cui si dichiara emergenza ambientale; intimare i proprietari di tutte le cave dismesse di bonificarle; fare un approfondito monitoraggio delle matrici ambientali della cava; chiedere all’Arpa di effettuare una valutazione dei rischi per l’ambiente in merito alla cava; in merito alla discarica, di attivarsi per la reale chiusura definitiva; riattivare la commissione comunale sulle neoplasie affinché venga aggiornato il registro tumori. Emendamento respinto.

Altro emendamento a firma di Di Lernia, identico al precedente relativo al primo punto all’odg. Respinto.

Ultimo emendamento, relaziona Ventura: «Analisi ambientale sito-specifica sul territorio del Comune di Trani, chiedere alla Asl Bt un quadro dettagliato delle neoplasie  (tumori, ndr); rinnovare l’ordinanza che impone ai proprietari di cave dismesse la bonifica e la redazione di un piano particolareggiato (come da legge regionale); adeguarsi alle normative sul gas radon». Emendamento approvato.

Votato l’intero provvedimento così come emendato. Votazione in foto: 20 favorevoli e 3 astenuti, provvedimento approvato.

Terzo punto all’ordine del giorno, l’approvazione dello schema di convenzione tra i Comuni di Trani e Bisceglie per il servizio in forma associata della segreteria generale, nella persona del dottor Lazzaro. È un provvedimento di natura temporanea che consentirà al dottor Lazzaro di portare al voto il Comune di Bisceglie, impegnandolo per una volta alla settimana. Provvedimento approvato.

Seduta sciolta alle 23.45.


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