La festa patronale del Crocifisso di Colonna, il prossimo 3 maggio, sarà priva di fuochi d'artificio e bande musicali. Ci si limiterà al tradizionale imbarco, a Colonna, ed allo sbarco, al porto, al suono degli avvisatori acustici delle imbarcazioni, a cominciare dal motopeschereccio a bordo del quale sarà fatto salire il Sacro legno, custodito nel santuario di Santa Maria di Colonna.
È quanto emerge alla luce dell'avvenuto azzeramento del Comitato feste patronali, espressione della Diocesi di Trani, i cui ultimi due componenti, Nicola Fiore (presidente) e Giuseppe Basso (segretario) si sono dimessi per sopravvenuta scadenza dell'incarico. E, così, hanno lasciato al vicario territoriale della diocesi don Mimmo de Toma, il compito di ricostituire l'organismo con almeno tre componenti, vale a dire presidente, segretario e cassiere.
Il parroco della Madonna del Pozzo è a buon punto per la definizione del nuovo comitato, ma non ci sono i tempi tecnici per nominarlo e farlo insediare prima della festa del Crocifisso di Colonna. A sua volta il Comune di Trani, che non ha ancora approvato il bilancio di previsione, non avrebbe nell'apposito capitolo una benché minima capienza per sostenere finanziariamente la festa del 3 maggio. Diversamente dovrebbero esserci a disposizione 30mila euro, lordi, per coprire in qualche modo lo svolgimento della festa patronale di San Nicola Pellegrino, a cavallo tra fine luglio e inizio agosto.
Il programma del Crocifisso di Colonna sarà firmato esclusivamente dal vicario territoriale e comprenderà riti liturgici e tradizioni popolari sia nel corso del triduo di preparazione alla festa del 3 maggio, sia con riferimento alla parte successiva, quando il programma proseguirà con la permanenza del Crocifisso di Colonna nella chiesa parrocchiale di San Giuseppe, scelta per l'edizione di quest'anno.
La festa, dunque, sarà più che mai sobria, ma la storia recente della città ha abituato un po' tutti a feste patronali inevitabilmente caratterizzate da tagli e, persino, spostamenti di date: quella di San Nicola il Pellegrino, la scorsa estate fu interamente rinviata di una settimana a causa dell'improvvisa morte dell'arcivescovo, Monsignor Giovan Battista Pichierri.
Ed anche in quel caso, nonostante il comitato fosse ancora in attività, le risorse economiche furono ridotte al lumicino soprattutto perché, quelle messe a disposizione dal Comune, servirono a pagare i fornitori della festa precedente del 2016: per quella dello scorso anno rimase ben poco e ci si affidò al buon cuore di un privato, che finanziò fuochi e bande.
Peraltro, non vi è più neanche il classico porta a porta tra i cittadini e fedeli: l'unica persona che se ne incaricava ha fatto sapere di non essere più interessato a svolgere questa mansione e, pertanto, un'altra significativa fonte di approvvigionamento delle feste patronali è venuta meno.
Non è da escludere che, all'ultimo momento, qualcun altro cittadino generoso metta mano al portafogli per la festa del Crocifisso di Colonna, ma, allo stato, quella che è in arrivo sembra presentarsi, davvero, come una festa ridotta all'essenziale.




