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Salute del mare di Trani, il Comitato bene comune: bene il sopralluogo ai collettori, ma vorremmo conoscerne il verbale. E serve fare molto altro

La tutela della nostra costa, la sua fruibilità, la sicurezza delle acque del mare che bagna Trani è sempre stata oggetto di grande attenzione per il Comitato Bene Comune, non solo nei mesi estivi. Averne cura significa prima di tutto preoccuparsi della salute e del benessere dei cittadini, oltre che un saggio investimento per il rilancio turistico della nostra città tanto ricca di bellezze quanto povera di lungimiranza e cura dei beni collettivi.

In particolare ci interessava capire quale fosse la salute del nostro mare nel primo tratto di lungomare subito dopo la Villa Comunale e per questo motivo, già dal mese di marzo avevamo presentato una richiesta formale ad Acquedotto Pugliese,  che ne è competente, perché venisse effettuata, prima dell’inizio della stagione estiva,  un’accurata ispezione del collettore alluvionale che sbocca all’altezza del Lungomare Chiarelli al fine di verificare  eventuali scarichi non autorizzati o comunque la causa del persistente cattivo odore che spesso si registra in quel tratto di costa.

Avevamo anche chiesto che questo tipo di verifiche non avvengano in modo episodico, ma siano metodiche, periodiche, ravvicinate, assidue, per garantire continuità all’azione di prevenzione e repressione di eventuali illeciti sversamenti di liquami e altre sostanze tossiche.

Ricordiamo infatti che ogni anno i campionamenti effettuati da Goletta Verde evidenziano proprio in quella zona un forte inquinamento da agenti microbiologici quali enterococchi intestinali ed escherichia coli. Nonostante la zona sia interdetta alla balneazione non si può ignorare che l’inquinamento delle acque marine in quel tratto di costa sia fonte di preoccupazione per tutto il tratto di lungomare, oltre che essere un pessimo biglietto da visita per la città.

Oggi apprendiamo che questo nostro appello non è caduto nel vuoto e nei giorni scorsi un primo sopralluogo nella condotta è stato effettuato da parte del Sindaco e di AQP e speriamo che da ora in poi si facciano con sistematica periodicità; da quanto si apprende dalle poche notizie di stampa, in questo sopralluogo non sarebbero stati riscontrati sversamenti di fogna nera all’interno del collettore, ma solo depositi di detriti vari non meglio precisati che finalmente sono stati rimossi a cura di AQP.

Al Sindaco, a cui ci eravamo contestualmente rivolti, chiederemo di avere un verbale ufficiale dell’ispezione corredato da documentazione fotografica perché ci sembra questo l’unico modo per conoscere lo stato reale dei luoghi e chiederemo cosa si intende fare per tenere costantemente la situazione sotto controllo; d’altra parte uno dei punti salienti della campagna elettorale del Sindaco era proprio la partecipazione e la condivisione con la cittadinanza e le associazioni dei problemi e delle strategie per il futuro. Sarebbe questa una buona occasione per mettere in pratica questo proposito.

Del resto, se lì il mare è sempre inquinato, e i dati di Goletta Verde sono chiarissimi, un motivo deve pur esserci e i cittadini hanno il diritto di conoscerlo, mentre la politica ha il dovere di risolvere il problema.

Ricordiamo che le acque meteoriche per legge devono essere trattate prima dello smaltimento, cosa che finora non accade; noi chiediamo anche che vengano realizzate, all’interno del collettore, delle vasche di contenimento delle acque pluviali e sistemi di pompe aspiranti in grado di prosciugarle rapidamente impedendo che imputridiscano, diventando maleodoranti ricettacoli di insetti e roditori. Così si potrebbe decisamente limitare l’impatto provocato dall’incontrollato afflusso delle acque meteoriche nel mare.

Ribadiamo pubblicamente anche la nostra richiesta ad effettuare analisi delle acque più rigorose  dal momento che i punti campionati da ARPA quasi sempre non coincidono con le zone di balneazione, ma nella pratica anche i tratti ufficialmente interdetti sono utilizzati dai bagnanti; basti pensare che capita molto spesso di vedere dei bagnanti, anche con bambini, utilizzare la spiaggia a pochi metri dal depuratore, dove la balneazione è vietata, ma non esiste nemmeno uno straccio di cartello che lo ricordi.

La tutela dell’incolumità e della salute di tutti dunque rende auspicabile un campionamento capillare della costa e la messa in pratica di una serie di azioni pratiche che risolvano i problemi da un punto di vista tecnico. In questi giorni si susseguono le segnalazioni di molti tratti di mare pieni di liquami e ammassi di plastiche e girare la testa dall’altra parte ci sembra veramente incredibile.

Purtroppo il problema esiste ed è evidente che la causa è il comportamento di qualcuno che non rispetta le regole. Sta alla politica capire chi e dove e prendere le dovute contromisure nell’interesse dell’immagine turistica della nostra città, ma soprattutto della salute di chi la visita e chi la abita.

Teresa Devito -  Antonio Sasso - Comitato Bene Comune - Trani


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