L'attore tranese Pierluigi Corallo è tornato in tv, ieri sera, su Rai1, nel docufilm dedicato all'uccisione di Aldo Moro, a quarant'anni dal ritrovamento del corpo in via Caetani, interpretando il ruolo di Oreste Leonardi, caposcorta dell'ex segretario della Democrazia cristiana.
In realtà la figura di Moro, interpretato da Sergio Castellitto, emerge soprattutto come quella del «professore», ponendone in risalto il ruolo di docente universitario che ebbe nell'Ateneo di Bari, oggi a lui intitolato.
Il pregevole lavoro televisivo spicca soprattutto per la scelta di focalizzare il lavoro sul Moro docente e «padre» ideale di tanti studenti, la cui formazione universitaria, con lui, era preliminarmente «umana».
Il lavoro si completa degnamente proprio con la voce dei ragazzi che crebbero con lui e le testimonianze a vario titolo di coloro che conobbero Aldo Moro e ne vissero da vicino i momenti dell'ascesa politica, del rapimento e della morte.
Tra le testimonianze più sentite, quella di Gero Grassi, recentemente tornato a Trani per parlare dal vivo della sua esperienza con il «professore».
Pierluigi Corallo, al fianco di Castellito, si conferma attore sempre più a proprio agio in parti strettamente connesse ai fatti più importanti che hanno segnato la storia recente del Paese: ne basti ricordare, sempre in tv, il personaggio di Agostino Catalano, caposcorta di Borsellino in Emanuela Loi, e, a teatro, le «voci del male» in Novantadue, piéce dedicata a Falcone ed allo stesso Borsellino.
Nello specifico, Corallo si mostra in apparente contrapposizione con gli studenti e lo stesso Moro: il professore, alla fine delle lezioni, si intratteneva a dialogare con loro; lui caposcorta, ligio al dovere di proteggere quel personaggio, sempre più considerato a rischio, lo esortava, pur evidentemente a malincuore, ad allontanarsi da quei corridoi, ritenuti di giorno in giorno sempre più pericolosi.


