Sono intervenuti gli agenti della Polizia locale, ma anche quelli del Commissariato di pubblica sicurezza ed i carabinieri ieri sera, in corso Imbriani, per fermare l'intrattenimento musicale dal vivo di un locale. Secondo quanto si apprende da Palazzo di città, la musica era ad altissimo volume e l'ingresso era disciplinato con un buttafuori, il tutto senza autorizzazione.
La contestazione è avvenuta ai sensi dell'articolo 69 del Testo unico sui pubblici spettacoli, che così recita: «Senza licenza della autorità locale di pubblica sicurezza è vietato dare, anche temporaneamente, per mestiere, pubblici trattenimenti (...) ovvero dare audizioni all'aperto. Per eventi fino ad un massimo di 200 partecipanti, e che si svolgono entro le ore 24 del giorno di inizio, la licenza è sostituita dalla Segnalazione certificata di inizio attività, presentata allo Sportello unico per le attività produttive o ufficio analogo».
Il titolare del locale, invece, sostiene che aveva tutto in regola e l'ordinanza sindacale gli avrebbe consentito lo spettacolo fino alle 2.
La sua amarezza, però, si lega al fatto che le forze dell'ordine sarebbero piovute in massa, avrebbero staccato direttamente la corrente dell'amplificatore e lasciato più che disorientati i clienti, a molti dei quali sarebbero stati controllati i documenti.
L'ordinanza dispone, per l'intero periodo di vigenza dell'ora legale, e per le sole giornate del venerdì, prefestivi e festivi, in favore dei pubblici esercizi, la proroga delle emissioni sonore fino alle 2.
In ogni caso, il provvedimento prescrive, anche, il mantenimento dell'obbligatorietà, per i titolari degli esercizi, dell'adozione di adeguati piani di contenimento delle emissioni sonore, per garantire il rispetto dei limiti acustici determinati ai sensi di legge, nonché dal vigente piano di zonizzazione del Comune di Trani, a beneficio della quiete pubblica.





