Anche l'elementare Antonio Cezza, in via Grecia, presenta un immobile, adiacente l'edificio scolastico vero e proprio, adibito a casa del custode ed abitato da soggetti non aventi più alcun titolo ad occuparlo.
È quanto si evince da una determinazione del dirigente uscente del Settore patrimonio, Giovanni Didonna, dalla quale si evince che, il 4 ottobre 2013, «l'ufficio veniva reso edotto dell'occupazione senza titolo da parte di nuclei familiari di alloggio custode di pertinenza di plessi scolastici di proprietà comunale». Con riferimento alla scuola Cezza, emergeva che sin dal 1999, data di apertura del plesso, nella casa del custode risiedeva il nucleo familiare di un dipendente comunale che aveva, appunto, mansioni di sorvegliante.
Il lavoratore, però, il 30 settembre 2003 veniva collocato in quiescenza e da quel giorno, dunque, la famiglia non ebbe più titolo ad occupare quel locale. In risposta alle richieste di chiarimenti da parte dell'ufficio, l'ex custode chiedeva all'amministrazione comunale che conferisse al proprio figlio la medesima mansione.
Di fronte all'evidente diniego, Palazzo di città dava atto dell'occupazione senza titolo di quella casa del custode, ed evidenziava la necessità di procedere con il rilascio spontaneo dell'immobile, poiché «è palesemente inaccettabile si legge nel provvedimento del dirigente - che all'interno dell'edificio, sede della scuola primaria statale Brigadiere Antonio Cezza, del Secondo circolo didattico Petronelli, risiedano soggetti non aventi alcun titolo giuridico a tale utilizzo».
Da qui l'ordinanza a rilasciare spontaneamente quei locali, entro novanta giorni dalla notifica del provvedimento, preannunciando che, in assenza, sì provvederà ad un ulteriore provvedimento di sgombero forzoso, da persone e cose, della struttura di proprietà comunale.
