«Perché non sono state adottate delle sanzioni disciplinari per i dipendenti dell’Ufficio ragioneria che non si comportano bene?». A chiederselo, Anna Maria Barresi, consigliere di minoranza, dichiaratasi indipendente, che fino a domani sarà, con la sua collega Raffaella Merra, anch’ella di minoranza, anch’ella indipendente, all’esterno dell’Ufficio ragioneria di Palazzo di città.
«Abbiamo mandato diverse comunicazioni sia al sindaco che al segretario generale, e nulla è stato fatto. Il sindaco risulta giustizialista quando dovrebbe essere garantista, garantista con chi dovrebbe essere giustizialista» ha proseguito Barresi.
Barresi e Merra ieri, come avevamo scritto, hanno affisso dei cartelli in cui contestavano l’atteggiamento di alcuni dipendenti dell’ufficio, accusati di «ineducazione, mancanza di rispetto, abuso». Sembra persino che in passato le due consigliere siano state offese dai dipendenti comunali con parolacce.
«La strada che stiamo percorrendo è giusta – ha detto Merra -, c’è da sottolineare che questi dipendenti si sono liquidati fino a 3.000 euro di straordinari. Io voglio controllare che cosa hanno prodotto per liquidarsi questi straordinari, quando ci sono dipendenti che producono molto di più».
Proprio ieri il sindaco ha fatto affiggere sulla porta dell’ufficio il testo che regola gli accessi sia dell’utenza che dei consiglieri comunali: «Dopo avere espletato le complesse attività necessarie per l'approvazione del rendiconto di gestione 2017, gli uffici della ragioneria comunale potranno nuovamente rendersi disponibili all'utenza con le seguenti modalità: apertura al pubblico il martedì, dalle 10 alle 12, ed il giovedì dalle 10 alle 12 e dalle 16.30 alle 18.30. Per i consiglieri comunali (previo appuntamento): dal lunedì al venerdì (ad eccezione del mercoledì) dalle 10 alle 12 ed il giovedì, oltre che di mattina, anche dalle 16.30 alle 18.30».
Ma Barresi e Merra hanno contestato la necessità di doversi prenotare per avere un incontro, perché, spiegano «siamo degli organi di controllo e per questo dovremmo poter entrare nei normali orari di ufficio».
Federica G. Porcelli


