Tornerà in servizio il prossimo 18 ottobre, dopo due anni di aspettativa volontaria determinata dal suo coinvolgimento nell'inchiesta Sistema Trani. Nel frattempo Sergio De Feudis è stato nominato vicepresidente della Rappresentanza sindacale unitaria del Comune di Trani, che si è riunita per la prima volta ieri ed alla cui guida c'è Domenico Porcelli e di cui è segretario Salvatore Acquaviva. Gli altri componenti dell'organismo sono Laura Di Corato, Benedetta Del Vecchio, Maurizio d'Alfonso, Giovanna d'Alfonso, Anna Magistrale, Francesco Triminì.
De Feudis nel ritrovare un ruolo da sindacalista, in una nota si sfoga contro chi ne avrebbe stoppato, a suo tempo, il percorso sindacale e, a suo dire, influito anche sulla vicenda giudiziaria. Non fa nomi, ma si riferisce ad un segretario generale del recente passato, che avrebbe «sussurrato ad un rappresentante della giustizia - scrive testualmente De Feudis -, attraverso frasi, messaggi o altro, la sua insofferenza nel confrontarsi democraticamente con i rappresentanti sindacali».
Quella di De Feudis è, così, la seconda esternazione pubblica dopo il provvedimento cautelare di cui in oggetto l'8 giugno 2016, nel secondo filone del procedimento penale la cui prima fase aveva visto l'esecuzione di sei arresti a carico di ex amministratori e funzionari e di Comune e sue partecipate. La Procura di Trani scelse, poi, di unificare i due filoni di iscrizione, iscrivendo nel registro degli indagati 19 persone.
Lo scorso 10 marzo, dopo l'assoluzione in Cassazione, con gli altri imputati nell'inchiesta sulle Estati tranesi 2005 e 2006, De Faudis aveva detto che «dimostrerò che non sono il personaggio squallido dipinto da tanti, né colui che ha preso i 2 milioni di euro di cui sono accusato. Non sono un mostro e dimostrerò anche questa volta la mia innocenza».
Oggi, nell'attesa della nuova udienza preliminare di martedì prossimo, 29 maggio, De Feudis torna in sella alla Rsu comunale e scrive: «Voglio sperare che oggi, con questa mia nuova elezione a vice presidente, si chiuda una brutta pagina della vita amministrativa del Comune, pensata e ordita da pochissimi soggetti. La figura, cui viene affidato il compito di fare rispettare la legalità nell’amministrazione pubblica ha pensato bene invece di disapplicarla, rivolgersi in maniera decisamente poco ortodossa ad altri organi dell’amministrazione e lagnarsi del lavoro che veniva svolto da sindacalisti che risultavano fastidiosi. E qualcun altro, forse, non aspettava altro per fare passare il sottoscritto come persona discutibile, ambigua e chiacchierata. Mi riapproprierò a pieno titolo del mio ruolo di sindacalista - conclude De Feudis -, con tutto l’entusiasmo che mi contraddistingue, per riprendere il lavoro da dove qualcuno mi aveva costretto a lasciare».


