Ha avvertito un malore, ieri, all’esterno di Palazzo di città, la figlia di un uomo che qualche settimana fa ha inscenato una protesta perché, disoccupato, è stato sfrattato e ha a carico tre figli, il più piccolo dei quali di un anno e mezzo.
L’uomo ha fatto poi irruzione nella sala azzurra del Comune, dove si stava tenendo una riunione sindacale, chiedendo un incontro con il sindaco, Bottaro, e con l’assessore ai servizi sociali, Ciliento, che ha già incontrato diverse volte nei giorni scorsi.
L'uomo ha rifiutato un lavoro che gli era stato offerto perché sembra abbia dei problemi di salute.
«Io rinnovo la richiesta ai proprietari di abitazioni di abbassare il canone di locazione - ha detto Ciliento –. Purtroppo l'Ente non ha delle abitazioni di proprietà da mettere a disposizione».
L'assessore alle politiche abitative e al patrimonio, Tommaso Laurora, ha detto: «Io mi sono insediato da poco, posso dire che stiamo lavorando ad un accordo-quadro con l’Arca affinché metta a disposizione del Comune alcuni locali da recuperare, in zone della città dove insistono già delle case popolari».
Ma a questa soluzione si potrà addivenire non certo in tempi brevi. Ci vorranno mesi.
Nel frattempo, nel silenzio, anche tanti altri padri di famiglia hanno difficoltà a trovare un posto di lavoro dignitoso che garantisca un alloggio.


