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Palazzo Beltrani, si conclude la mostra sulle macchine da guerra di Leonardo Da Vinci, che ha riscosso molto successo

Presso il palazzo delle arti Beltrani è giunta al termine la mostra sulle macchine da guerra di Leonardo da Vinci realizzate dall’ingegner salentino Giuseppe Manisco, cui è stata conferita la laurea honoris causa per la sua passione e dedizione agli studi vinciani. Che il mito di Leonardo affascini grandi e piccini è risaputo, ma grazie a questa esposizione temporanea si è avuta l’occasione di conoscere nel dettaglio ed approfondire determinati aspetti relativi alla sua professione e alle sue geniali intuizioni al di fuori dell’ambito propriamente artistico.

Gli oltre cinquemila visitatori di ogni nazionalità, inclusi i gruppi di studenti di tutte le fasce d’età e provenienti da ogni zona della Puglia, le moltissime prenotazioni per visite guidate ed attività didattiche, un registro di firme pieno di commenti positivi, sono tutti fattori che hanno dimostrato un interesse straordinario per la mostra dal titolo “Il Genio. A Trani. L’Arte della Guerra: cosa bestialissima”.

Tali segnali di gradimento, infatti, avevano fatto valutare la decisione di prorogare l’apertura della mostra dal 10 giugno fino alla fine del mese, annunciata proprio in tale data, in occasione della dimostrazione, la prima nel sud Italia, dell’esperimento del “Pendolo di Foucault” a cura dello stesso ingegner Manisco che ha catturato l’attenzione di tutti gli spettatori per oltre due ore.

Durante la mostra sono stati organizzati due importanti incontri culturali al di fuori del palazzo intitolati rispettivamente “Leonardo: colpi di scena” e “Con gli occhi di Leonardo” in cui l’ingegner Manisco, prima a Trani, nella biblioteca comunale, e dopo a Ruvo di Puglia, presso la pinacoteca comunale, ha avuto la possibilità di trattare l’affascinante tema dell’ottica.

Gli incontri sono stati incentrati sulla straordinarietà dell’invenzione del cannocchiale progettato da Leonardo Da Vinci, addirittura un secolo prima cui risale la presentazione da parte di Galileo Galilei del suo primo cannocchiale.

Partendo dal disegno del genio fiorentino, in cui chiaramente si identificano le indicazioni per la costruzione di uno strumento in grado di ingrandire la realtà con un rapporto di 1:1.4, gli incontri hanno mirato a fornire tante riflessioni sull’ottica che già nel Cinquecento si dovevano a Leonardo.

A chiudere solennemente il ciclo degli incontri culturali, in data 28 giugno, sul piazzale antistante il castello svevo di Trani, in occasione del ventennale dalla riapertura al pubblico, si è tenuto l’incontro “Il castello di Trani. La fortificazione con l’avvento della polvere da sparo”, a cui hanno partecipato, oltre all’ingegner Manisco, la direttrice dei castello di Trani e Bari, architetto Rosa Mezzina,  che ha illustrato l’evoluzione storica del castello, dal nucleo originale a quello che è diventato nel corso dei secoli e la prima direttrice del castello di Trani, la dottoressa Margherita Pasquale, che è intervenuta con un commosso saluto.

A conclusione dell’evento, è stato anche dimostrato il funzionamento della mitragliera esposta nella mostra del palazzo delle arti Beltrani.


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