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Ospedale, Tomasicchio: «Nel verbale dei Nas, il pronto soccorso di Trani non presenta criticità. Il sindaco deve fare ricorso al Tar»

Due verbali di ispezione dei Carabinieri dei Nas, uno del pronto soccorso di Bisceglie e uno del pronto soccorso di Trani, con due esiti completamente diversi. Queste le carte che il consigliere comunale di minoranza Emanuele Tomasicchio (che proprio ieri ha fatto sapere di non fare più parte del partito Fratelli d’Italia – An) ha mostrato in conferenza stampa ai cronisti e che potrebbero mischiare le carte in tavola sul futuro dell’ospedale di Trani.

Infatti, nel verbale di ispezione stilato dopo il controllo effettuato al pronto soccorso di Trani si legge che «non sono state riscontrate criticità anche in considerazione del fatto che gli ambienti, appositamente attrezzati, sono di recente realizzazione e sono stati assegnati a tale utilizzo verso la fine di agosto 2016». E invece, in quello relativo al pronto soccorso di Bisceglie, si legge che «gli spazi non sono adeguati, presentano carenze strutturali che possono determinare situazioni di stress negli operatori. Risulta anche la carenza di sedie a rotelle e barelle».

«Si tratta di una congiura ai danni dell’ospedale di Trani, iniziata già nel 2002 – ha spiegato Tomasicchio in conferenza stampa -. Si sono impediti i ricoveri attraverso il pronto soccorso per far crollare gli indici di ricovero, saliti per Bisceglie e crollati per Trani. Questo, fino ad arrivare ai numeri passati al Ministero sugli accessi ai pronto soccorso, palesemente truccati (Bisceglie 31.000, Trani poco più di mille). È chiaramente una truffa».

Tomasicchio punta il dito contro politici e sindacalisti, «che sono stati sempre zitti di fronte a questa situazione. L’unico che ebbe il coraggio di parlare fu il dottor Amicarelli, che scrisse al Presidente della Regione, alla stampa, al sindaco, ma la sua restò una lettera morta. Gorgoni gli rispose che non si poteva lasciare aperto un pronto soccorso con 1.500 accessi».

«Ora il sindaco Bottaro – ha proseguito Tomasicchio  – deve fare ricorso al Tar contro la chiusura del pronto soccorso e chiedere alla direzione della Asl cosa è stato fatto. È un dovere nei confronti dei cittadini di Trani. Non faccio molto affidamento sulla popolazione perché i tranesi sono indolenti». E questo si sa.

La soluzione da adottare, secondo Tomasicchio, è quella del dottor Luigi Di Candido, approvata tra l’altro in consiglio comunale.

Erano presenti alla conferenza stampa, come uditori, i consiglieri Carlo Avantario e Anna Barresi.


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