Eccesso di potere per erronea istruttoria, travisamento e sviamento. Queste alcune delle ipotesi alla base del ricorso proposto, presso il Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, dai fratelli Nicola, Alessandra e Antonella Nuzzolese, rappresentati dall'avvocato Sabino Persichella, per l'annullamento, previa sospensiva, della deliberazione con cui consiglio comunale 18 dicembre 2017 ha approvato la modifica della riperimetrazione del comparto 37 del Piano urbanistico generale. Il Comune di Trani resisterà in giudizio affidando la difesa all'avvocato Franco Gagliardi La Gala.
LE ORIGINI DELLA VICENDA
La vicenda nasce con un'istanza dell'11 luglio 2014, con cui i Nuzzolese, comproprietari di alcuni suoli ubicati in quella particella di territorio tra corso Manzoni viale Padre Pio e via Falcone, presentavano domanda di perimetrazione del comparto mediante suddivisione dello stesso in tre sub comparti, per consentire l'attua azione del Piano urbanistico esecutivo, fortemente frenata proprio dalla notevole estensione di quella particella, di quasi 33.000 metri quadrati.
Al termine dell'iter istruttorio, il 10 marzo 2015, il commissario straordinario Maria Rita Iaculli con i poteri del consiglio comunale, recependo il parere favorevole del dirigente dell'Area urbanistica, Michele Stasi, adottava la variazione della perimetrazione del comparto, come proposto dai fratelli Nuzzolese nei sub comparti 1, 2 e 3, «con l'impegno per cui le aree a standard, a cedersi gratuitamente per ciascuno dei tre sub comparti, costituissero cumulativamente un unico nucleo avente accesso diretto dalla sede viaria».
La deliberazione veniva pubblicata ai fini della presentazione delle osservazioni. Ne pervenivano quattro ed il dirigente ne accoglieva tre e rigettava una: quella dell'Immobiliare Lucrezia, «non essendo corredata di adeguati titoli di proprietà, né visure catastali - si legge nel ricorso - che attestassero che tale soggetto fosse proprietario del 88,39% dei suoli, come riportato nella relazione progettuale».
«INCOMPRENSIBILI ARRESTI»
La sesta commissione consiliare si riunisce il 19 gennaio 2016, ma chiede chiarimenti al dirigente proprio con riferimento alle osservazioni dell'Immobiliare Lucrezia: è la prima avvisaglia che qualcosa sta cambiando. Dopo varie sedute, nuova sollecitazione al dirigente per esprimere chiarimenti in merito: unica ad opporsi, Raffaella Merra, favorevole al parere del dirigente ed alla proposta da portare in consiglio comunale.
«Da quel momento in poi - si legge testualmente nel ricorso - il procedimento iniziato a subire degli incomprensibili ed ingiustificabile arresti, diretti a rimettere in discussione, in spregio alla disciplina regionale, fasi del procedimento già esaminate e valutate. Tali arresti ingiustificati hanno iniziato a verificarsi nei primi mesi del 2016, allorquando l'ingegner Stasi è stato collocato, a richiesta, in aspettativa e sostituito dall'ingegner Gian Rodolfo di Bari. L'amministrazione, anziché concludere il procedimento portandolo in consiglio, chiedeva chiarimenti al nuovo dirigente comunale ed al dirigente regionale all'urbanistica».
BARI CHIARISCE, TRANI SMENTISCE
Quest'ultimo, il 9 maggio 2016, confermava la posizione del ingegner Stasi: «la suddivisione di un comparto in comparti di dimensioni più ridotte può rientrare nel novero delle modifiche, fermo restando che dovrà essere rispettato il requisito del non incremento degli indici di fabbricabilità e non riduzione della dotazione di spazi pubblici o di uso pubblico».
Ciononostante, il 19 maggio 2016, il dirigente in carica all'epoca, Di Bari, «sulla base di una personalissima interpretazione della nota - si legge ancora nel ricorso - smentita successivamente da ben due dirigenti dell'Ufficio tecnico che gli subentrarono, riteneva che la proposta di modifica della perimetrazione non fosse coerente con perseguimento del pubblico interesse e, pertanto, avviava il procedimento di annullamento in autotutela della deliberazione di adozione del commissario straordinario».
PRIMO RICORSO AL TAR: ACCOLTO
Da qui muoveva il primo ricorso dei fratelli Nuzzolese al Tar, che lo accoglieva ordinando al Comune di Trani di provvedere, entro sessanta giorni, all'approvazione del provvedimento in consiglio comunale nominando, in caso di inadempienza, un commissario ad acta nella persona del dirigente dell'Ufficio tecnico di Bari.
Nel frattempo, a Trani, tornava in servizio l'ingegner Stasi, che trasmetteva al sindaco la proposta di delibera di approvazione definitiva del comparto, riaffermando il suo iniziale parere tecnico e, dunque, ripristinando lo stato iniziale del provvedimento: questo arrivava in consiglio comunale il 28 novembre 2017, ma veniva ritirato, su proposta del sindaco, per l'assenza del dirigente.
L'11 dicembre, a seguito di un rimpasto in giunta, la delega al'urbanistica veniva affidata l'ingegner Giovanni Tondolo e, proprio quello stesso giorno, la delibera tornava in consiglio comunale, nell'ultimo giorno utile per evitare l'insediamento del commissario ad acta: ancora una volta, però, la proposta non veniva discussa ed era rinviata ad un nuovo consiglio, fissato per il 18 dicembre.
IL CONSIGLO DECISIVO
Fra quelle due sedute, il 15 dicembre, il consigliere comunale di maggioranza, Domenico Briguglio, presentava un emendamento, sul quale il dirigente esprimeva parere non favorevole. Ciononostante, nel consiglio comunale del 18 dicembre, l'emendamento veniva portato in aula, discusso e approvato, determinando quindi l'approvazione di una delibera ben diversa dall'originaria, con 18 voti a favore, 1 contrario, 2 astenuti e 12 assenti. I ricorrenti giudicano la delibera consigliare assolutamente illegittima e, pertanto, ne chiedono l'annullamento previa sospensiva. Il Tar andrà direttamente alla valutazione di merito, prevista il prossimo novembre.


