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Ospedale di Trani, le richieste di Barresi al direttore generale dell'Asl Bt

I tranesi rivorrebbero indietro l’ospedale, ma queste parole rischiano di diventare solo un tormentone che lascia il tempo che trova. Come dopo la morte di un parente stretto, anche noi tranesi stiamo ancora elaborando il lutto per la perdita del nostro ospedale, ma credo anche che, dopo circa vent’anni dall’inizio del suo smantellamento, sia giunto il momento, da parte di tutti, di concentrare le energie, le volontà nonché le singole capacità professionali e tecniche per metterle al servizio delle varie attività che potranno mantenere attivo ed efficiente ciò che resta della struttura ospedaliera.  

Sicuramente, la verità che dobbiamo accettare è che nessuno ci restituirà l’ospedale al completo dei suoi reparti; ecco perché con orgoglio dobbiamo focalizzare l’attenzione per riprenderci una nuova realtà che può diventare altrettanto interessante e utile per la nostra salute.

A prescindere dalla battaglia che si sta conducendo per l’attuazione del progetto del dott. di Candido sulla chiusura del pronto soccorso, c’è chi da tempo ha già realizzato una meravigliosa essenza, che forse noi profani non riusciamo ancora ad apprezzare.  Sto parlando del “Cpt Trani” (centro polifunzionale territoriale).

Il Cpt  è stato inaugurato il 14 luglio 2014 con l’obbiettivo di mettere in atto un modello assistenziale che puntasse a ridurre i ricoveri migliorando ed ottimizzando le risorse destinate al territorio.

Con dispiacere, purtroppo, devo affermare che noi tranesi  diventiamo miopi e  non riusciamo a vedere e dare il giusto valore alle eccellenze che si riescono a realizzare sul nostro territorio. La conferma del successo del Cpt non viene solo dai dati.

Da settembre 2014 a febbraio 2018, grazie all’utilizzo razionale di otto infermieri, sono state effettuate: 110.000 prestazioni infermieristiche; 4.150 elettrocardiogrammi; 20.300 saturimetrie; 16.600 prestazioni di fleboterapia;

6.500 vaccini; 20.300 misurazioni di pressioni arteriose; 16.300 medicazioni; 20.300 misurazioni di frequenza cardiaca; 800 rimozioni punti di sutura; 10.300 iniezioni intramuscolo; 1.700 cateterismi vescicali; 2.000 stick glicemici; 400 prelievi.

Questo elenco include soltanto alcune delle prestazioni effettuate; ma la cosa più importante è che tutte le suddette prestazioni sono state effettuate a costo zero per gli assistiti. 

Non solo.Tutta l’azienda ne ha ricavato un beneficio perché ha abbattuto gli invii in pronto soccorso, i ricoveri impropri e soprattutto ha avuto un reale contenimento della spesa sanitaria.

Come ho suddetto, un ulteriore conferma del successo del “Cpt” arriva da una email arrivata al dott. Drago (uno dei dieci medici del C.P.T. e attuale presidente), dove si anticipa che, nell’ambito del “Confronto Nazionale  sul  Software in Sanità’” che si terrà a Roma presso l’Università Cattolica, verrà citato il C.P.T. di Trani come “Success Case”.

Verrà presentata l’esperienza tranese come realtà positiva che, tramite l’integrazione tra professionalità medica, infermieristica e supporto informatico, è riuscita a diventare un modello nazionale di avanguardia nell’assistenza territoriale.

Ora, alla luce di questa realtà che nelle regioni del nord verrebbe sicuramente valorizzata e considerata come un fiore all’occhiello, chiedo come consigliere comunale di trani  e soprattutto come cittadina  tranese che il  dott. Delle Donne presti un’attenzione particolare, insieme al governatore  Emiliano, assicurando la continua crescita del C.P.T. e di conseguenza un servizio d’eccellenza rivolto ai cittadini di Trani. 

Per migliorare le prestazioni sarebbe utile il coinvolgimento  di una unita’ di Guardia Medica nella gestione h24 dei cittadini con la possibilità di accesso alle informazioni degli archivi dei medici del C.P.T.   e posti letto per stabilizzare i pazienti dimessi dall’ospedale, ma ancora in precarie condizioni di salute, dando, quindi, la possibilità di continuare la terapia e, nel contempo, facendo risparmiare soldi alla sanità. 

I progetti dei dieci medici sono propedeutici alla realizzazione di modello di assistenza all’avanguardia e tecnologicamente efficiente ed efficace.

Come per il servizio di cardiologia, già presente nel C.P.T., nei progetti dei medici c’è lo sviluppo dell’integrazione con il “Laboratorio di analisi” e la “Radiologia” con la speranza che queste strutture possano rimanere a Trani.

Concludo con una ulteriore preghiera al dott. Delle Donne. 

Le chiedo di far trasferire al C.P.T. un ecografo che si troverà sicuramente tra gli ultimi strumenti che  stanno per abbandonare l’ospedale di Trani e che aiuterebbero ancor più i medici a fare diagnostica di primo livello. 

D'altronde stiamo parlando di cose che ci appartengono e che servono ad assicurare una migliore sanità ai tranesi.

Consigliere Comunale Indipendente - Anna Maria Barresi

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