«Abbiamo fatto quello in cui sappiamo esprimerci meglio, per questo non ci avete sentito recitare». Così la regista Roberta Montesi, illustrando a fine spettacolo «Ali mental», la seconda opera in concorso alla decima edizione del Giullare, in corso di svolgimento presso il centro Jobel, in via Di Vittorio.
Il festival nazionale contro tutte le barriere, a cura dell'associazione Promozione sociale e solidarietà, ha visto in scena la compagnia della comunità Capodarco, di Roma, che già si era imposta nella prima edizione della manifestazione, nel 2008, con lo spettacolo «Tana libera tutti».
In questa nuova rappresentazione, nella quale sono tornati sullo stesso palcoscenico cinque attori che già avevano preso parte a quell'opera, la compagnia capitolina ha proposto un intrattenimento basato quasi interamente su luci, colori, suoni, movimento e danza. L'unica voce recitante era quella di un ragazzo che, di volta in volta, anticipava gli eventi in scena per meglio illustrare al pubblico quello che avrebbe visto.
I 21 attori sul palcoscenico, perfettamente integrati fra loro tra chi ha un disagio e chi no, hanno così realizzato in pieno quell'abbattimento delle diversità che è l'obiettivo primario del festival, che giunge nel frattempo al giro di boa.
E questa sera, a partire dalle 21.15, sempre con ingresso libero, va in scena “Grand hotel”, a cura della cooperativa sociale Andirivieni onlus, di Rivarolo Canavese, in provincia di Torino, per la regia di Marcello Turco.
Un gruppo di persone, non meglio definito, in una normalissima domenica pomeriggio, apparentemente uguale a tante altre e quindi persino noiosa, decidono di aprire un albergo. Ogni persona ne diventa, così, un personaggio: chi alla reception; chi in direzione; chi al ristorante; chi all’ascensore. E poi le stanze, luoghi all’interno dei quali portare se stessi, cercare ricordi, trovare pensieri.
Ieri, invece, sono andati in scena i sette attori della cooperativa sociale Lambro onlus, diretti da Ilaura Mari, rappresentando «Noi». Si tratta di un racconto «diretto», che narra la storia di un gruppo di personaggi dalla nascita alle aspirazioni future, attraverso una narrazione brillante ricca di colpi di scena, sfumature e toni diversi.
Domenica 22 luglio andrà in scena la serata finale, che determinerà il vincitore della manifestazione a decretare la giuria formata da Maria Elena Germinario, attrice e regista, Mario e Giuseppe Francavilla, attori e registi, Giuseppe Del Curatolo, vignettista e regista, Beppe Sbrocchi, regista, e Felice di Lernia assessore alle culture del Comune di Trani, insieme con il loro voto anche quello del pubblico che l'anno scorso fu determinante per l'assegnazione del titolo 2017
Intanto ha sempre più successo il punto ristoro lungo il viale d'ingresso del Jobel (con ticket di 5 euro), a cura dei partecipanti al progetto “Il mio viaggio, percorsi sperimentali per l’autonomia”. Nella sala De Camelis, a sua volta, prosegue la mostra con tutte le locandine di ciascuna manifestazione e tante foto ricordo dei momenti più belli di questi primi due lustri del Giullare, insieme con quelle realizzate da coloro che hanno partecipato al laboratorio di fotografia condotto da Claudio Ladisa, proprio a beneficio degli ospiti della casa per la vita e del centro diurno del Jobel.







