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Trani, sentenza processo Zanni: per il legale della famiglia, «rissa e omicidio avrebbero dovuto coesistere»

«Noi avremmo ritenuto più giusta una condanna per l'omicidio e non l'assoluzione per l'omicidio, quanto meno con la formula del concorso anomalo, visto che sostanzialmente siamo in presenza di un reato voluto, vale a dire le lesioni aggravate (che il Tribunale ha inteso come rissa pluriaggravata), e quello non voluto, che è l'omicidio ad opera di un soggetto, che era un evento logicamente prevedibile come vuole la giurisprudenza in questi casi».

Così l'avvocato Giangregorio De Pascalis, difensore della famiglia Zanni, costituitasi parte civile contro il solo imputato Gianluca Napoletano, nel processo sulla morte di Biagio Zanni la cui sentenza di primo grado è stata emanata nel pomeriggio di oggi.

«I giudici hanno ritenuto invece che sussista il solo reato di rissa aggravata dall'evento mortale, che è comunque è un reato grave - fa notare il legale -, ma non esaustivo nel senso della responsabilità. A nostro avviso, i due reati di rissa aggravata dall'evento mortale e concorso sia pure anomalo nell'omicidio avrebbero potuto coesistere e sarebbe stato più giusto dichiarare la responsabilità dell'imputato anche per quest'ultimo reato».

De Pascalis esprime soddisfazione per il fatto che «come parte civile, sotto il profilo risarcitorio, sostanzialmente sia stata riconosciuta la responsabilità prescindendo dalla qualificazione giuridica, ma adesso leggeremo le motivazioni e valuteremo se sollecitare il pubblico ministero alla proposizione dell'appello e/o se noi stessi formuleremo appello».

Che si vada verso l'impugnazione della sentenza lo si deduce, però, dalla ricostruzione dei fatti prospettata dalla parte civile: «Noi riteniamo che non ci sia una rissa - spiega De Pascalis -, ma una prima aggressione nei confronti di un ragazzo, Gabriele Lorusso, in cui difesa sopraggiunge Zanni, intervenuto non per aggredire gli altri, ma semplicemente per dividere le parti. Il primo ragazzo aggredito si allontana e Zanni viene a sua volta selvaggiamente aggredito fino poi ad essere accoltellato. E questa - aggiunge - era stata anche l'interpretazione del Tribunale della libertà, che aveva modifico il titolo custodiale di Napoletano da da omicidio volontario in concorso anomalo nell'omicidio, argomentandolo in maniera molto precisa».


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