Cinque ordinanze di sgombero, emanate tutte insieme dall'Area patrimonio del Comune di Trani e che riguardano, sempre tutte insieme, l'immobile di proprietà comunale di piazza Marconi 28, denominato palazzo Seggettaro. Si tratta della palazzina in cui aveva sede, fra gli altri, la Cgli Camera del lavoro, ed a cui piano terreno è ubicata, con regolare locazione, un'avviatissima attività commerciale di generi alimentari.
Sempre al piano terreno, ma anche al primo e secondo livello dello stabile, invece, da tempo sono presenti nuclei familiari che occupano quei locali abusivamente.
Partendo dal piano terra, nel locale adiacente quello commerciale abita una donna che non ha presentato alcuna memoria difensiva tesa a giustificare l'avvenuta occupazione di quell'immobile, adibito a deposito e trasformato da lei in abitazione: dovrà rilasciarlo entro novanta giorni.
In un altro provvedimento, sempre a carico di una donna identificata con un verbale del Commissariato di pubblica sicurezza dell'11 aprile 2014, si fa riferimento ad un appartamento al primo piano, che l'inquilina non autorizzata dovrà liberare sempre entro tre mesi.
Al primo piano vive sola una terza donna, che è stata identificata a seguito di indagini della Polizia locale con relativa relazione dello scorso 15 marzo :anche in questo caso la cittadina non ha prodotto alcun atto che giustificasse l'avvenuta occupazione abusiva dell'immobile e dovrà prepararsi, pertanto, a liberarlo da tutto quanto contiene al suo interno.
Al secondo piano gli occupanti di un altro appartamento sono tre: una donna e i suoi due figli minori. A suo carico, già da aprile 2017, pendeva una diffida dell'Ufficio patrimonio, ma, nell'assenza di risposte, adesso è arrivata l'ordinanza a rilasciare spontaneamente l'abitazione, sempre entro i tre mesi previsti.
Un altro nucleo familiare di più persone abita senza titolo nell'altro appartamento al secondo piano di quella palazzina: anche in questo caso, così come per inquilini dello stesso pianerottolo, il 17 aprile 2017 era arrivata una diffida, di fatto ignorata. Di conseguenza, anche per loro, ci sarà la necessità di rilasciare l'immobile entro 90 giorni.
Per tutti gli interessati qualora non ottemperino a quanto disposto dall'ente comunale, farà seguito il provvedimento di sgombero forzoso. L'ultima occupazione di quella palazzina era avvenuta proprio all'indomani del trasferimento della Cgil ad altra sede, 13 marzo 2017.
Va da sé che, in uno scenario che sta vedendo l'Ufficio patrimonio del Comune avocare a sé la disponibilità di tutti gli immobili, liberandoli dagli occupanti abusivi, a maggior ragione era atteso un intervento anche in piazza Marconi, dove l'intera palazzina era occupata.
Peraltro, lo stesso immobile è in predicato di essere venduto dalla pubblica amministrazione, come già indicato nel piano Comunale delle alienazioni e valorizzazioni del patrimonio immobiliare, licenziato la scorsa primavera dal consiglio comunale quale atto propedeutico all'approvazione del bilancio di previsione annuale e pluriennale.
