Cinque rapporti lungo il litorale della provincia di Barletta-Andria-Trani e, per uno, l'esito è: «Mare inquinato». Siamo a Barletta, alla sinistra del porto, e a sentenziarlo è Goletta verde, i cui tecnici sono transitati nei giorni scorsi anche dalle parti della Bat e ieri a Bari, in conferenza stampa, a Bari hanno diffuso i risultati del monitoraggio lungo l'intera Puglia. E restano critiche le condizioni di alcuni impianti di depurazione, sui quali sia Goletta verde, sia Arpa, tiene debitamente accesi i riflettori.
Dunque a Barletta, sulla litoranea di ponente, spiaggia a sinistra del porto, il mare è inquinato. A Trani, in località Boccadoro, allo sbocco della vasca, i tecnici di Goletta verde hanno effettuato un prelievo aggiuntivo, alla luce della presenza del progetto di riqualificazione dell’area umida, che ha evidenziato alcune criticità per le quali il cigno vedere chiede alle istituzioni competenti «di compiere ulteriori approfondimenti».
Sempre a Trani, è nei limiti di legge il risultato del prelievo effettuato in località Matinelle, presso il molo a destra sulla spiaggia. Tutto nella norma a Margherita di Savoia, nella riserva naturale di Salina, alla foce del torrente Carmosina, e sulla spiaggia presso lungomare Cristoforo Colombo. Bene anche Bisceglie, zona Salsello, sulla spiaggia del lungomare all'incrocio con via Mauro Dell’Olio.
Uno scenario che conferma, almeno in parte le previsioni della vigilia, quando ci si trova in presenza di dati rassicuranti da parte dell'Arpa, che effettua numerosi campionamenti, ma a notevole distanza dalla riva. Legambiente, invece, opera in maniera decisamente diversa.
Passando ai depuratori, dal monitoraggio effettuato da Arpa nel 2017 (2.438 controlli) emerge che sono scesi a 32 gli impianti che, lo scorso anno, hanno presentato una non conformità alla Direttiva comunitaria sul trattamento delle acque reflue urbane. Di questi, 14 avevano lavori in corso tali da rendere plausibile un decremento dell’efficienza depurativa: ne fanno parte, anche, per la Bat, Andria e Bisceglie. Dei restanti 18, su 6 sono stati già programmati interventi di adeguamento e potenziamento , fra cui quello di San Ferdinando di Puglia.
Peraltro, negli ultimi anni la Regione Puglia ha messo in campo numerose iniziative finalizzate ad incentivare il riuso delle acque reflue in agricoltura, finanziando 25 interventi di adeguamento degli impianti depurativi: fra questi, sempre nella Bat, è presente Trani con un progetto da 8 milioni di euro.
Infine, dei 27 agglomerati originariamente interessati dalla procedura europea di infrazione ai danni dell’Italia, per il mancato rispetto della direttiva comunitaria sul trattamento delle acque reflue urbane, 21 risultano conformi e per gli stessi, congiuntamente al Ministero dell’Ambiente, sono in corso le procedure per l’esclusione dall’infrazione. Fra i restanti 6 che, ad oggi, non sono ancora conformi perché sottodimensionati, ovvero per superamento dei limiti allo scarico, c'è anche Andria: sarà adeguato nel 2019.







