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Trani, terzo sfregio in due anni contro la cappella di via del Serrone. Caffarella: «Un autentico accanimento»

«L'accanimento contro il pesante vetro posto a "difesa" della chiesetta di via del Serrone ha avuto il suo triste epilogo». Così il presidente della Commissione toponomastica, Franco Caffarella, commentando con amarezza le immagini dell'ennesimo sfregio - il terzo in tre anni - a quel piccolo luogo di culto situato nell'agro di Trani.

Una chiesetta senza pace, una piccola cappella rurale, cui non sembrano bastare le cure dei proprietari e le attenzioni di molti fedeli per preservarla dalla violenza di pochi, ma scellerati soggetti. E così, l'altra notte, ignoti ne hanno distrutto la vetrata. Vi erano già riusciti nel novembre 2016, allorquando rubarono anche una statua della Madonna custodita all'interno, e parzialmente lo scorso 25 aprile, perché in quel caso il vetro resistette.

La chiesetta è situata sul ciglio della strada. Via del Serrone è una vicinale che collega via delle Tufare con via Duchessa d'Andria, a breve distanza dall'incrocio con quest'ultima. Sulla destra si affaccia questo piccolo edificio religioso, che precede una stradina trasversale che, a sua volta, conduce ad un'antica residenza rurale. I due immobili fanno parte dello stesso complesso, risalente ad un paio di secoli fa, e la chiesetta era stata restaurata nel 2015, nell'attesa di analoghi lavori nella casa, destinata ad essere trasformata in attività ricettiva.

La cappella è regolarmente consacrata e, per questo motivo, a maggior ragione, tali danneggiamenti non trovano alcuna spiegazione e lasciano profondamente amareggiati i proprietari e coloro che hanno sempre avevano avuto modo di sostare in quella cappella in preghiera, ammirandone anche la sobrietà degli arredi. Quella è, soprattutto, la chiesa degli agricoltori che lavorano in zona: al rientro a casa, uno sguardo, un segno di croce e via.

Tutto questo pone in risalto i rischi cui sono esposti gli edifici storici dell'agro di Trani, del valore spesso inestimabile. Ci sono intere masserie già da tempo devastate dai vandali, ma, fino a pochi anni fa, almeno gli edifici religiosi sembrava fossero rimasti indenni.


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