È stato dichiarato morto alle 20.15 di ieri Giuseppe Ruta, il diciottenne tranese tragicamente coinvolto nell'incidente stradale di mercoledì scorso a Corfù, in Grecia.
La morte cerebrale era stata dichiarata alle 14.15 e, da quel momento, sono iniziate le sei ore, disposte per legge, per le procedure previste in questi casi.
Durante questo lasso di tempo la famiglia, su autorizzazione della Procura della Repubblica di Bari, ha autorizzato l'espianto degli organi non avendo i magistrati disposto l'autopsia sul corpo del ragazzo.
Le condizioni del giovane erano parse disperate sin dal primo momento. Il rimpatrio ed il ricovero al Policlinico avevano riacceso le speranze ma, dopo l'ultima drammatica notte, l'attività cerebrale del paziente si è affievolita fino alla morte cerebrale ed al successivo decesso.
Restano stabili le condizioni dell'amico diciannovenne, che era alla guida della moto travolta da una vettura quella tragica sera: è ricoverato al Miulli, di Acquaviva delle Fonti, ma i pur importanti traumi cha ha riportato non lo pongono in pericolo di vita.
La ricostruzione dell'incidente è da accertare, e su questa indagano due procure: una in Grecia e l'altra in Italia, a Bari, per competenza territoriale poiché i pazienti sono stati ricoverati in quel territorio. La dinamica di fatti e le responsabilità, dunque, sarà oggetto di sempre più puntuali approfondimenti.
L'espianto degli organi di Giuseppe si completerà oggi, il ritorno a Trani e le esequie dovrebbero avvenire domani.
Vivo il cordoglio in città, che adesso attende di rendere omaggio alla salma del ragazzo, nel ricordo di una persona da tutti descritta come splendida.
E la famiglia, volata in Grecia sin dal primo momento per assistere il ragazzo, in un clima di indescrivibile angoscia, ha comunque mostrato una sensibilità al di sopra di ogni ragionevole attesa, autorizzando l'espianto di organi del proprio figlio per migliorare le aspettative di vita di altre persone che dovessero averne bisogno: un gesto di gran generosità in un momento di indicibile dolore, una manifestazione di amore per il prossimo mentre si vive la tragedia incomparabile della morte di un figlio.

