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Porto, nuovi confini fra Comune di Trani e Demanio: incarico a professionista esterno

Il Comune di Trani affiderà ad un professionista esterno l'incarico di tracciare la nuova linea dividente demaniale, per una più precisa attribuzione di spazi e competenze, tra Stato e Comune nell'ambito del bacino del porto di Trani.

Lo ha deliberato la giunta comunale, approvando un atto di indirizzo che demanda al dirigente dell'Area urbanistica, Giacomo Losapio, il compito di emanare un avviso pubblico per l'individuazione di un consulente che ridefinisca la linea dividente demaniale in ambito portuale.

Con un atto di indirizzo dell’8 novembre 2017, l'amministrazione aveva già chiesto al dirigente dell’Urbanistica di redigere il piano regolatore del porto ricorrendo, in caso di carenza di risorse interne, a professionalità esterne in possesso di specifiche competenze.

Il 27 dicembre il dirigente aveva affidato alla società di ingegneria Maggio architettura e ingegneria Srl l'incarico professionale per la redazione del piano regolatore del porto di Trani.

In una conferenza dei servizi svoltasi lo sorso 3 marzo, fra i rappresentanti di amministrazione comunale, Capitanerie di porto di Barletta e Trani, Agenzia del demanio di Puglia e Basilicata, la dividente demaniale in ambito portuale, per il suo andamento irregolare e non univocamente definito, veniva indicata tale “da determinare l'insorgere di complesse vicende di sovrapposizione di competenze tra Stato e Comune”.

Un più recente incontro tra il progettista ed il comandante di porto, alla presenza anche dell'assessore all'Urbanistica, Giovanni Tondolo, ha fatto emergere la necessità di definire con priorità una nuova linea dividente demaniale in ambito portuale, per evitare l'insorgere di contenziosi soprattutto con i titolari delle diverse attività commerciali che vi si affacciano.

Da qui l'indirizzo al dirigente dell'Area urbanistica di avviare un procedimento finalizzato a formulare una proposta di individuazione di una nuova linea dividente demaniale in ambito portuale, “per semplificare e rendere più celere la connessa gestione amministrativa, anche mediante individuazione di eventuali aree di cui chiedere, all'uopo, la sdemanializzazione, ove ne ricorrano i presupposti”.

Poiché l'Ufficio tecnico è carente di risorse umane e, in particolare, di dipendenti che abbiano specifica esperienza nel settore del demanio marittimo e portuale in particolare, l'esecutivo ha dato mandato al dirigente di provvedere a quanto necessario per predisporre, sulle indicazioni che l'amministrazione gli fornirà direttamente, una nuova linea demaniale marittima di concerto con l'autorità, affidando l'incarico ad un professionista esterno ove riscontri, appunto, l'assenza di qualificate risorse interne.

A breve il dirigente determinerà il relativo avviso pubblico, che successivamente sarà pubblicato per ricevere le consequenziali manifestazioni d’interesse. Ne dovrebbe nascere un porto più ordinato e meno caotico dell’attuale, in cui si avverte fin troppo chiaramente l’assenza di regole univoche.


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