«I nostri negozi rimarranno chiusi il Primo maggio, per rispettare la festa dei lavoratori». Questo messaggio, giunto alla vigilia di quel giorno sui telefoni di centinaia di utenti tranesi, la dice lunga su quanto le aperture delle attività commerciali della grande, media e piccola distribuzione abbiano cambiato le abitudini dei cittadini.
La domenica ed i festivi sono sempre meno i giorni del riposo, però lo sono diventati dello svago passando da un negozio ad un altro, da un supermercato ad un altro, da un centro commerciale ad un altro. L'aggregazione si è sempre più fondata sul commercio, sia per passare un'intera giornata negli «iper», magari godendosi anche altre attrazioni presenti in zona, sia anche per approfittare del tempo libero per fare quello che invece in settimana, compressi dalle urgenze, non si riesce a fare, finanche la semplice spesa.
Tornare indietro non sembra facile, proprio perché le abitudini sono più che radicate. E farlo a Trani potrebbe essere ancora più complicato, in considerazione del fatto che siamo in presenza di una città turistica.
Non è un caso che la Lega stia frenando sulla proposta del vice presidente del Consiglio dei ministri, Luigi Di Maio, di ripristinare le chiusure domenicali garantendo una percentuale del 25 per cento a turnazione, di attività aperte.
Il partito di Salvini è del parere che nelle città turistiche questo non debba avvenire e, non è un caso che il sindaco, Amedeo Bottaro, si dichiari apertamente contrario: «Un primo cittadino che ha come sua mission quella di rendere la propria città sempre più turistica non può che essere non favorevole alle chiusure domenicali. Vi lascio immaginare i tanti turisti a Trani che, di domenica, trovino tutto chiuso: sarebbe un drammatico paradosso».

