A Trani la liberalizzazione domenicale vige da febbraio 2012. Fino ad allora ci si era regolati con appositi calendari che prevedevano deroghe all'obbligo di chiusura in alcuni momenti dell'anno, ma poi la legge Brambilla per le città d'arte e turistiche, prima, e il Decreto Salva Italia del premier Monti, poi, avevano di fatto liberalizzato le aperture domenicali.
Per evitare che ciò accadesse, la Regione Puglia avrebbe dovuto proporre ricorso alla Corte costituzionale per rivendicare la propria competenza sulla materia, ma ciò non risulta sia venuto e, dunque, le domeniche commerciali hanno sempre più preso piede, anche a dispetto di alcune posizioni contrarie di soggetti portatori di interessi collettivi.
«Ma questa idea di riprendere in mano la questione delle chiusure domenicali, oggi - dice Savino Montaruili, direttore di Unimpresa Bat -, ha un valore diverso rispetto al passato. Quello era un contesto commerciale completamente diverso da quello attuale, in cui bisogna fare i conti con i colossi della distribuzione online. Ciononostante, credo che una forma di mediazione ci possa essere e, a nostro avviso, può essere quella di individuare comunque delle giornate nelle quali sia prevista obbligatoriamente la chiusura degli esercizi commerciali, e quindi anche degli ipermercati e delle gallerie commerciali, per non esserne esasperati come è successo ultimamente».
Peraltro, sempre a detta di Montaruli, «il vero errore che si potrebbe commettere è proprio quello di tornare indietro sulla questione delle città d'arte, perché con quella distinzione rischiamo veramente a di dare un ulteriore vantaggio alla grande distribuzione che, magari, si trova in zone turistiche che poi sono tutte da verificare. Il mio timore è che a questione sia affrontata con leggerezza e crei notevoli danni».

