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Cave dismesse, a Trani c'è anche chi le riempie di salute. Barresi: «Seguiamo l'esempio dei ragazzi di Montericco»

Un percorso salutistico in una cava dismessa, per invertire la rotta rispetto alle immagini che, finora, i siti utilizzati a suo tempo per la coltivazione della pietra di Trani hanno trasmesso all'opinione pubblica.

Talvolta, purtroppo, in assenza di documenti e prove certe, si sono alimentate anche molte illazioni, sebbene talune dichiarazioni rilasciate da collaboratori di giustizia negli anni passati abbiano puntato il dito proprio su alcuni vulnus lasciati nell'agro di Trani, e di cui qualcuno potrebbe avere approfittato con conferimenti di materiale illecito, adottando pratiche a dir poco criminali.

A maggior ragione il consigliere comunale Anna Maria Barresi, eletta nella maggioranza a sostegno del sindaco, Amedeo Bottaro, e adesso indipendente di minoranza, accoglie e con soddisfazione e mostra fiera le immagini di una cava dismessa, in contrada Montericco, trasformata in un vero e proprio percorso di addestramento, utile per la salute di appassionati e cittadini in genere.

E lo fa, soprattutto per dare un esempio di come possa bastare anche poco per trasformare luoghi quasi spettrali in qualcosa di decisamente diverso «e favorire - fa notare - soprattutto lo svolgimento di nuove attività e, di conseguenza, l’incremento del lavoro».

Questo primo caso a Trani potrebbe fare da apripista verso progetti strutturalmente meglio qualificati, come per esempio teatri all'aperto, parchi naturali e quanto altro si possa realizzare compatibilmente con il paesaggio e, soprattutto, le risorse economiche che in ogni caso per questi progetti, possono giungere sicuramente con finanziamenti sovracomunali.

Merito del figlio della stessa consigliera: «Parlando con li del problema delle cave dismesse, ho scoperto che qualcosa mi era sfuggita e me l'ha rivelata proprio lui, che si reca spesso in quel luogo per trascorrere un po’ di tempo libero con gli amici e praticare sport».

Detto, fatto, ecco il sopralluogo e la descrizione dei luoghi: «La prima percezione che ho provato - racconta Barresi - è stata di piacevole spaesamento. Ho avuto la sensazione di essere sul set di un film, una distesa immensa il cui paesaggio, sebbene si presenti ai nostri occhi arido, mi ha trasmesso grande serenità. Infatti, la presenza di attrezzature che formano un percorso da seguire per l’allenamento ed il raggiungimento dell’obiettivo fisico desiderato, paragonabile quasi ad un  percorso di sopravvivenza, ti proietta nella dimensione di una palestra all’aperto».

Tra le particolarità, la trasformazione di un vecchio bus in bar, utile alla ristorazione degli atleti. Non si tratta di un'attività a scopo di lucro, né di un mezzo rottamato, ma riconvertito al punto che, per esso, viene ancora regolarmente pagato il bollo.

Secondo quanto riferito al consigliere dal proprietario del sito, «questa procedura sportiva, amata da tanti, anche non più ragazzini, è molto praticata al nord e sono numerose, in ogni caso, le cave dismesse adibite a luoghi di sport, tempo libero, cultura e arte».

Oggi Montericco è il nome di un'associazione sportiva dilettantistica, alla cui attività Barresi plaude pubblicamente: «Ci hanno dimostrato che una cava dismessa ha una serie di potenzialità da sfruttare, dando spazio per il tempo libero a tutta la famiglia e allontanando la possibilità che qualcuno scarichi rifiuti nocivi e pericolosi, causando danni irreparabili alla madre terra e di conseguenza a noi cittadini, come è già accaduto non solo a Trani, ma in tutta Italia».

Barresi, richiamando la richiesta della collega Francesca Zitoli, sua ex alleata in maggioranza, di procedere ad un censimento delle cave dismesse, auspica che «non solo si realizzi questo, ma che altri soggetti si attivino per la realizzazione di simili strutture».


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