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Cave dismesse, a Trani fumo da due negli ultimi tre anni: cosa è accaduto a Profico e Monachelle

Negli ultimi tre anni, in due cave abbandonate nell'agro di Trani, a differenza dell'esempio virtuoso di quella in contrada Montericco, di cui riferiamo in altro spazio, si sono verificati fenomeni di combustione di rifiuti illecitamente stoccati.

Nella prima, in contrada Profico un'intera parete si presentava sommersa da rifiuti solidi urbani che presero fuoco all'inizio di giugno 2015. La cava fu localizzata il 9 giugno e fu necessaria almeno una settimana per completare lavori di spegnimento e sbancamento prima di rimetterla in sicurezza, sebbene senza mai bonificarl del tutto.

Il sito, situato fra le strade provinciali 13 e 168, fu interessato dall'incendio di un fronte della cava, alto fino a 20 metri, lungo il quale erano stati illecitamente stoccati, per un tempo lungo e non meglio precisato, almeno 25mila metri cubi di rifiuti solidi urbani.

Ancora oggi, peraltro, si parla della cava fumante di contrada Monachelle, che proprio un anno fa, il 19 settembre 2017, fu localizzata da un cittadino dopo che, da tempo non meglio precisato, rilasciava in atmosfera un odore acre.

Dopo il sequestro della Procura di Trani, le indagini, l'ordinanza di chiusura del sindaco, gli accertamenti ambientali, i carotaggi, le trincee esplorative e gli sbancamenti, si è accertato che lì vi sono stati smaltiti, in tempi non meglio precisati, prevalentemente oli combustibili, plastica e vetro.

Proprio nei giorni scorsi l'amministrazione comunale ha fatto sapere che le emissioni fumose si sono interrotte, ma i lavori di messa in sicurezza proseguono, insieme con le indagini per l'accertamento dei responsabili.

Allo stato, le operazioni di scavo hanno permesso di accertare la presenza di rifiuti costituiti da frammenti di vetro e plastica di dimensioni massime quasi sempre inferiori a 4-5 centimetri. Il materiale plastico, per le alte temperature, a contatto con l’aria tende a prendere facilmente fuoco. I rifiuti, a volte e in zone ben localizzate e delimitate, sono visibilmente già anneriti e bruciati, probabilmente per la presenza di infiltrazioni di aria dall’esterno.


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