Come già scritto, il Trani donne ha perso contro Lecce 1-7. Il risultato, oltre ai meri fini statistici, non pregiudica in alcuna maniera l'inizio della stagione, in vista della quale la società è ancora al lavoro per presentare una rosa competitiva, in un girone infuocato.
Saranno oltre 7000 i chilometri che si percorreranno durante le trasferte, tra Sicilia, Calabria, Lazio, Abruzzo e Campania. Prima trasferta prevista già per domenica 23 settembre, quando l'Apulia affronterà il Potenza nella seconda gara del triangolare di Coppa Italia.
«La squadra di casa, però, non è stata aiutata dal terreno di gioco, in pessime condizioni a poche settimane dall'inizio delle stagioni sportive – ha dichiarato il presidente, Alessio Scarcella -. Come noto, il Comune di Trani ha indetto una manifestazione di interesse per la gestione dello stadio comunale, la cui proroga scadrà giovedì 20 settembre. L'Apulia Trani, che dallo scorso anno gestisce anche un proprio centro sportivo, l'Apulia Center, è intenzionata alla partecipazione, forte del bagaglio esperienziale maturato dal team dirigenziale fin dai fasti del mitico Trani ‘80 (tre scudetti e una coppa Italia in dieci anni di storia), dell'anzianità accumulata dall'attuale società e del cospicuo numero di tesserati che potrebbero sancire, sulla carta, l'esito positivo della richiesta».
«Qualora questa opportunità sfumasse, complice la concorrenza di società meglio accreditate presso palazzo di città – aggiunge Scarcella -, l'Apulia sottolinea già da subito l'iniquo trattamento a cui è soggetta: un canone per l'utilizzo della struttura completamente sproporzionato a quello proposto da qualsiasi struttura nei dintorni (400 euro per ogni partita disputata, a fronte di un esborso nullo della squadra maschile della città, senza considerare che l'Apulia, a differenza delle altre squadre, non adotta la politica dell’ingresso a pagamento e che nei Comuni limitrofi, per impianti rinnovati ed in sintetico, si va dai 12.50€ di quota partita di Bisceglie, ai 100€ di Corato ed ai 150€ euro di Andria), campo da gioco mai in stato ottimale per l'attività sportiva agonistica e continui disagi nell'espletamento della stessa. La storia del calcio a Trani meriterebbe maggior rispetto».
