«Dal Governo ci aspettiamo quello che abbiamo ottenuto fino a oggi, vale a dire ascolto. Adesso, però, cedo sia il momento del secondo step: le risposte». Così Alberto Vermiglio, presidente nazionale dell'Associazione italiana giovani avvocati, a margine dell'apertura del convegno nazionale dell'Aiga, che ieri ha ospitato a Trani il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede.
Obiettivo, «Elaborare una proposta per nuovi modelli organizzativi della professione - spiega Vermiglio -, a partire dal differente approccio verso la tecnologia applicata alle professioni intellettuali. L'intelligenza artificiale come occasione di crescita e valido supporto per l'avvocato, quindi, senza peraltro perdere il ruolo di dominus assoluto nella tutela dei diritti dei cittadini»
Quanto al Guardasigilli, «sono certo del fatto che la presenza del Ministro qui, oggi - ammette Vermiglio - sia un segnale che il Governo abbia voluto lanciare anche a questa zona del Paese. Un segnale a noi giovani, ad una generazione che ha scoperto le difficoltà sin da troppo giovani ma abbiamo coraggio e volontà per incominciare a migliorare il nostro futuro».
Sulla stessa lunghezza d'onda Tiziana Carabellese, presidente dell'Aiga di Trani: «Abbiamo già acquisito la possibilità di un processo telematico, ma la nostra è una professione prettamente intellettuale. La scommessa è proiettarci nel futuro, se vogliamo essere all'avanguardia e rimanere sul mercato. Per questo noi giovani avvocati, e lo faremo fra due settimane anche a Catania, nel convegno nazionale dell'Avvocatura - conclude Carabellese - insieme con loro, vogliamo offrire al Legislatore un contributo costruttivo, con proposte concrete per ripensare il sistema giustizia in modo organico».

