Avanzi di cibo, e persino feci, sul ballatoio della basilica della cattedrale di Trani. Venerdì scorso sposi e invitati di un matrimonio sono stati accolti da vaschette di cibo che non si comprende se fosse stato lasciato da qualcuno dopo una consumazione, o addirittura posato lì in favore dei piccioni. In un angolo persino delle blatte, senza tenere conto di quello che non si può fotografare ma si poteva, purtroppo, avvertire all'olfatto: una puzza chiaramente riconducibile a urine.
Ieri mattina presto, nuovo giro e nuova corsa: insieme con l'ormai classica vaschetta di polistirolo, una bottiglia di plastica e, soprattutto, un fazzoletto contenenti feci quasi certamente umane.
E sempre ieri, in piazza monsignor Addazi, un cittadino ha parcheggiato la vettura davanti alla navata orientale, in una zona vietata perché pedonale. È andato al mare a torso nudo e, poi, è comodamente ritornato nella sua vettura ed è andato via, a sommando in poche ore una serie di infrazioni clamorose e, soprattutto, infierendo un altro duro colpo all'educazione civica.
Oltre il danno, la beffa: il messaggio lasciato da un cittadino che, anziché prendersela con gli incivili che di notte, o in qualsiasi altro momento della giornata compiono questi gesti, accusa proprio i responsabili della custodia della cattedrale di presunto lassismo, mancata sorveglianza ed incuranza nel pulire.
E promette, in un biglietto scritto in un italiano alquanto approssimativo, che invierà un video, da lui stesso girato, a rubriche televisive nazionali che denuncino pubblicamente il fatto. La verità è che, non da oggi, da cattedrale di Trani appare, purtroppo, del tutto indifesa ed alla mercé degli incivili.




