Di seguito, la sintesi dell'intervento di Simona Argentieri a Palazzo Beltrani, per I Dialoghi di Trani. Si ringrazia l'autrice, Sabina Leonetti.
***
Il nostro inconscio è ingenuamente razzista ed emerge nei sogni, la punta dell'iceberg. Oggi hanno più paura gli adulti rispetto ai figli, perché li hanno protetti troppo.
Esiste un sessismo della paura se vogliamo, gli uomini temono di essere inglobati dal femminile, ma sia uomini e donne hanno paura del diverso.
Di contro esiste un fascino del diverso-la lingua, l'arte, la musica, il cibo-perché se continuamo ad operare scissioni dentro di noi allontanando ciò che sentiamo estraneo avremo sempre paura, o peggio angoscia di vivere.
Nessuna pietà per gli amori infelici, perché sono voluti, il trionfo cristallizzato della paura in comportamenti deleteri o ripetitivi. Molto più facile, a dire il vero, modificare la biologia, i geni, che non abbattere il pregiudizio.
La storia di ciascuno può essere fatta declinando le nostre paure, come ci si difende e le si affronta, individuandone le cause. Anche sfidare le proprie paure per dimostrare di saper sopravvivere non è una risorsa, ma un limite patologico.
Non si cresce senza sperimentare la paura, dobbiamo in ogni caso confrontarci e fare la spola continuamente tra il tollerare le nostre paure e il farci sommergere.


