Cari concittadini, certamente dover spiegare in maniera puntuale e precisa una problematica come quella delle aree di sosta a pagamento, richiede discorsi lunghi e ricchi di particolari, affinché i cittadini non scoprano la punta dalla vicenda ma si informino su quello che nessuno racconterà mai. Ed allora ecco che, per evitare di annoiarvi e rendervi le cose incomprensibili, questo argomento purtroppo dovrò raccontarvelo in due parti.
Sicuramente non comprendo come mai diventi così difficile per un’amministrazione, per giunta di sinistra, dire la verità ai suoi concittadini su come realmente stanno le cose in merito ai parcometri e parcheggi,ma quello che mi fa più specie è quando politici (se così possiamo dire) cambiano casacca o opinione secondo il tempo e il momento.
Dopo aver investito, anzi fatto investire, soprattutto ad Amet, somme per la realizzazione del parcheggio in via dei Finanzieri (nell’anno 2017 risultano incassi su 20 auto a fronte di circa 70.000 di spesa di investimento), hanno acquistato a caro prezzo pullman elettrici che non sapevano a chi rifilare. E meno male che è venuta Amet (che con quei soldi ne avrebbe quattro di nuovi e moderni).
Attualmente, per chi vuole ammirare queste bellezze, sono parcheggiate nell’area Amet di Piazza Plebiscito, in attesa di decisioni bibliche dei nostri guru e messia della gestione aziendale (tra amministratore delegato e presidente).
Facciamo finta che tutto vada bene.
A questo punto, facciamoci una domanda tutti: ma perché volutamente ci si lamenta del servizio e si scaricano le colpe sui poveri ausiliari del traffico? Per giustificare l’accettazione di un financial-project ai privati, come si fa! Ma, signori miei, è semplice. Con facilità: si inseriscono nel servizio costi fantasma (per circa 32.000 euro) e che nulla hanno a che fare con il servizio stesso; si deve cercare a tutti i costi di abbattere l’utile, vessando gli ausiliari del traffico, lasciandoli senza mezzi (avevo già evidenziato dei mezzi comunali, ma meglio abbandonati che utili ad una causa); non fornire le rivendite di tagliandi; cattiva comunicazione agli utenti. Sull’app che non funziona stendiamo un velo pietoso.
Insomma, le stanno provando tutte i vertici Amet per redigere un planning del servizio passivo, ma quel cavolo di segno positivo è testardo, non vuole diventare un parente stretto dello zero o del segno negativo! Un grazie va agli ausiliari: siete un vero esempio di attaccamento al lavoro nonostante un datore di lavoro che non vi ama. E così, al momento, bisogna temporeggiare nel passare ai privati.
La verità che nessuno vi vuole raccontare, purtroppo, cari concittadini, è questa. Ma per meglio rendervi consapevoli, permettetemi di farvi un excursus sulla questione.
Il tutto nasce il 19/6/1996, con la delibera di consiglio comunale n.69 vengono individuate le aree a parcheggio dei veicoli con custodia a pagamento dando mandato alla giunta comunale di attuarne il programma. Il provvedimento riporta come motivazione l’eliminazione dei parcheggiatori abusivi e per far introitare soldi esclusivamente al Comune di Trani, che potranno essere utilizzati in seguito esclusivamente alla manutenzione delle strade (all’epoca votava favorevolmente dal consigliere Briguglio, attualmente in maggioranza con Bottaro). Successivamente, con delibera di consiglio comunale n.66 del 29/9/1997, si approvava il capitolato speciale d’appalto.
Dopo 5 anni di silenzio, con delibera di giunta comunale n.209 del 5/6/2001 (il governo del sindaco dottor Avantario), dando seguito alle delibere sopraindicate, si decide di incrementare le aree per la sosta a pagamento e di voler affidare la tariffazione, nonché la vendita con grattini e parkcard prepagati, alle cooperative di categoria B presenti su Trani ed iscritte all’Albo Regionale L.R.21/93 (all’epoca le cooperative per quella categoria erano pochissime).
Sapete chi c’era in giunta all’epoca e adottò quel provvedimento? Un avvocato, Amedeo Bottaro, in veste di assessore, diventato poi sindaco nel 2015. Ecco, gli è rimasta dal lontano 2001, quella di fare gare con i privati ed esternalizzando, tanto che il 30/7/2017 con la sua nota trasmessa al Presidente di Amet spa (lo chiama project-financing per le aree a sosta a pagamento), invita la stessa azienda a dare un’occhiata al progetto presentato da dei privati e di bruciare le tappe per attuarlo.
Molte volte si dice che i commissari possono essere deleteri per una città, invece la commissione straordinaria, con delibera consiliare n.9 del 7/10/2006, fa una bella cosa: prima modifica lo statuto di Amet spa per consentire gli affidamenti diretti e gestioni in house; con delibera n. 6 del 22/2/2007 e 7 del 1/3/2007, evita per il futuro ogni possibile esternalizzazione di servizi ed affida ad Amet spa. Tanti i servizi pubblici, tra questi i parcheggi e aree di sosta a pagamento e nelle more della sottoscrizione del contratto, dà mandato al dirigente di espletare tutti gli atti formali. Ciò si concretizza successivamente con determina dirigenziale n.127 del 4/8/2008.
Passa così un altro anno e finalmente in data 14/1/2009, con atto di consiglio comunale n. 3 (facendo proprie le delibere 6/06 e 7/2007 del precedente commissario straordinario), vengono approvati con piccole modifiche: il nuovo contratto che definisce i rapporti con Amet spa ed anche le aree di sosta a pagamento, con le modalità e la durata di 9 anni dalla firma del contratto stesso (voto favorevole Michele Lops, Giuseppe Corrado, attuali consiglieri); viene definitivamente approvato lo schema di contratto come affidato in precedenza ad Amet spa.
Mi preme, e mi soffermo, farvi conoscere come la pensavano alcuni consiglieri allora presenti, anche oggi presenti nel governo cittadino: Ferrante, De Laurentis e Di Gregorio.
Di Gregorio.
Unica preoccupazione, come per Ferrante, su come si assumeranno gli ausiliari del traffico e se Amet spa vuole veramente gestire il servizio. Se hanno le strutture le competenze per farlo, se le assunzioni avverranno alla luce del sole (così è stato fatto poi), aveva proposto emendamenti alla delibera e quindi la delibera a parer suo era da votare come opposizione altrimenti dichiara che avrebbe valutato di votare anche a favore se alcuni emendamenti fossero passati (oggi non ha voglia di esprimersi su Amet). Su un passaggio gli riconosco di aver ragione; quando afferma che: «Amet spa difficilmente fa rispettare le prerogative dei consiglieri comunali, cioè quello dell’accesso agli atti. Non ci vogliono far vedere gli atti. Abbiamo difficoltà di poter avere quanto meno anche una copia di un atto senza la necessità di andare ogni volta a fare una telefonata al Comandante dei carabinieri o al commissariato di P.S.».
De Laurentis
Lamenta l’assenza del disciplinare tecnico allegato alla delibera in cui erano ben definite le modalità del servizio (gestione personale – tariffe - orari e parchimetri), lamenta mancata approvazione degli emendamenti e la delega alla giunta da parte del consiglio per ulteriori decisioni in merito e stigmatizza la preoccupazione che un domani il servizio corra il rischio di passare nelle mani di altro gestore a seguito revoca o per inadempienze contrattuali, mentre sostiene che le assunzioni che si faranno devono rimanere a vita.
Ferrante
L’ Amet spa può svolgere il servizio? È disposta a farlo? Assenza del disciplinare come già sollevato dal collega De Laurentis. Chiede che le modalità di selezione del personale debbano essere rigorose ed essere già a conoscenza delle norme del codice della strada; di fatto si sta privilegiando Amet, un’azienda utile a far fare solo cassa al Comune (certo, se no a chi, consigliere Ferrante?). Nessuno mette in dubbio che non esistono attualmente parcheggi a pagamento in città e questo non fa altro che danneggiare i cittadini di Trani e le casse del comune, quindi un provvedimento come questo, una riattivazione del servizio gestione dei parcheggi senz’altro lo ritengo sacrosanto (e allora, caro presidente del consiglio, come mai fino ad oggi non ha preso una ferma decisione per lasciare il servizio ad Amet?).
Ultimo atto, la delibera di giunta comunale n.23 del 23/2/2009 che individua su indirizzo come già ricordato del consiglio comunale delibera n.3/2009, gli stalli di sosta a pagamento, approva le nuove tariffe, gli orari, la segnaletica stradale, vigilanza controlli e sanzioni e assunzioni di ausiliari, gestione degli incassi e al comune gli incassi delle sanzioni. La cosa più bella di questa delibera è che al capo di detta delibera viene sancito che: l’azienda Amet spa provvederà a suo carico a dotare le aree di sosta con apparecchi denominati parcometri, non inferiori ad un numero di 35 pezzi. Furono indicate ad Amet spa anche le caratteristiche di legge che stabilivano come dovevano essere detti parcometri, per consentirne una gara in tempi rapidi. Nello stesso anno il suo Presidente, nella persona di Lucio Gala (a cui va un mio particolare ricordo), in data 2 luglio 2009, con numero di repertorio 4120, firmava il contratto. Il giorno 11/11/2009 si sottoscriveva il disciplinare tecnico che andava a regolare i rapporti tra Amet spa e Comune di Trani, tra cui quello sancito nell’art. 5.3 “acquisto parcometri con dotazione di alta tecnologia informatica”. Tutto questo quando correva l’anno 2009.
Al caro Lucio Gala subentra il nuovo Presidente Savino De Toma e lo stesso avvia la gara dei parcometri che nella seduta del CdA del 8/7/2010. Viene aggiudicata definitivamente alla Soc. Input srl con sede a Genova per 372.432,50 euro.
Il bello di tutto questo è che ad Amet fu inviato allora anche un prototipo del futuro parcometro, di fabbricazione Siemens, che doveva installarsi in città (trattenuto per lungo tempo in magazzino Amet).
Una ditta concorrente alla gara parcometri, la Società Parkeon spa, propone opposizione e l’Amet sospende temporaneamente l’aggiudicazione in attesa di chiarimenti. Input srl a sua volta chiede ad Amet di essere ascoltata ed invia documentazione rafforzativa.
Amet dopo varie decisioni, vedasi i verbali del consiglio di amministrazione nn.18-22-23-24- del 2010 e consulti legali (incarico affidato all’ Avv. Gagliardi Lagala), in data 25 gennaio 2011 con verbale n.01 del Consiglio di Amministrazione si chiude il capitolo gara vinta da Input srl revocando l’appalto non accettando neanche la transazione (avv. Fabiola Gollinucci) per euro 25.000 da pagare a Input srl. Tant’è vero che, con nota prot. 884 del 16/11/2011, a firma congiunta del Presidente De Toma e Giovanna Turi la gara è revocata definitivamente.
Input srl, ripercorrendo l’intera storia dall’origine, in data 23/7/2013 scrive una nota interessante sia ad Amet che al Comune di Trani e da qui in poi è certo che il Comune conosce molto bene la storiella parcometri.
Cari concittadini, per il momento vi ringrazio della vostra cortese attenzione e vi aspetto per il prossimo appuntamento sulla questioni fin qui trattata.
Consigliere comunale indipendente – Anna Maria Barresi


