Dopo essere progressivamente cresciuta fino a toccare una punta massima del 22,96 per cento, lo scorso mese di luglio la percentuale di raccolta differenziata in città è ripiombata al punto di partenza: 19,18 per cento, in pratica lo stesso dato di gennaio 2018, quando aveva chiuso al 19,1.
Da allora era iniziata una progressiva risalita che, nel cuore dell'estate non solo si è bruscamente interrotta, ma ha anche fatto registrare un passo indietro non del tutto inaspettato, ma decisamente troppo più lungo del previsto.
Rispettata, peraltro una tradizione che vede proprio nel pieno dell'estate un calo dei volumi di rifiuti differenziati, dovuto molto probabilmente all'incremento dell'attività dei locali ed alla poca cura che l'utenza ci mette nel differenziare le frazioni.
Lo si evince, soprattutto, in considerazione del fatto che il totale dei rifiuti solidi urbani prodotti dalla città fa segnare il record dell'anno, pari a 2.547.000 chilogrammi, e che la quantità della indifferenziata, per la prima volta, supera i 2 milioni di chilogrammi attestandosi a 2.059.120.
Sale così a 47,60 chilogrammi la quota pro capite di rifiuti prodotti a luglio, mentre il totale della differenziata scende da 580.000 a 488.000 chilogrammi.
Trani si conferma, dunque, lontanissima anche dalla soglia del 40 per cento, che - ipotesi sempre più remota - dovrebbe raggiungere entro fine anno secondo quanto indicato nel Piano dell'igiene urbana.
Fino a quando non partirà una diffusa raccolta porta a porta in tutta la città, i risultati non andranno oltre queste lievi oscillazioni che non aiutano certamente a rendere roseo lo scenario del trattamento dei rifiuti in città. Allo stato, Amiu è allo start-up di un servizio la cui unica garanzia, almeno, è che sarà gestito dall'azienda pubblica di proprietà comunale.

