Maurizio Fiasco, sociologo, già presidente di Alea e consulente della Consulta nazionale antiusura, ha tenuto, nel convegno sul tema “Azzardo: modelli d’intervento socio-sanitario”, una lectio magistralis su “Interventi integrati nell’ambito dell’azzardo”. Fiasco a Trani ci è già stato, nel 1992, quando parlò di gioco compulsivo: «La rivoluzione industriale del gioco d’azzardo era imprevedibile che si realizzasse, a opera dello Stato. Lo Stato già aveva fatto delle aperture ma che avrebbe introdotto 47 nuove tipologie di gioco d’azzardo nemmeno il mago Merlino avrebbe potuto presagirlo. Il gioco d’azzardo industriale è stato pianificato con metodi degni dei peggiori sistemi dirigistici e bucrocatrici del pianeta».
Il convegno, che si è tenuto al Polo museale di Trani, è stato promosso dai sindaci di Trani e Bisceglie, Amedeo Bottaro e Angelantonio Angarano, nell’ambito delle attività dell’Ambito sociale di zona Trani-Bisceglie. Obiettivo, offrire alla cittadinanza e agli addetti ai lavori un momento di approfondimento e di studio sul tema dell’azzardo, partendo dai risultati del servizio “Dedalo e Icaro” (di cui scriviamo in altro spazio).
«Noi sindaci stiamo affrontando il problema – ha detto Bottaro – con l’Ambito sociale di zona ma la seconda faccia della medaglia è quella peggiore, che dimostra che è un fenomeno di vastissima portata, superiore ad ogni più rosea aspettativa. La ludopatia è una patologia e, come tutte le patologie, ritengo che anche la Asl debba investire risorse importanti perché noi amministrazioni comunali non dobbiamo rimanere sole. Ma c’è un grandissimo conflitto d’interessi, questo è il problema di fondo: è arrivato il momento che anche lo Stato se ne occupi».
Per i saluti istituzionali, è intervenuto Sabino Zinni, consigliere regionale: «La Regione ha un ruolo importante anche nella allocazione delle risorse ma il suo ruolo è anche a monte. Le risorse economiche sono importanti ma io credo che la Regione possa operare su due livelli importanti: il primo, quello legislativo (non ha competenza primaria ma concorrente, deve legiferare con un mix di aspetto educativo e sanzionatorio); il secondo, quello amministrativo di coordinamento. Con una delibera dell’anno scorso, la Regione ha deciso di costituire una cabina di regia e questo compito è importante».
Il convegno è proseguito con un approfondimento sull’integrazione socio-sanitaria e sugli interventi nel campo del gioco d’azzardo realizzati dalla Regione Puglia e in prospettiva della ripartizione e gestione dei fondi dell’Osservatorio regionale sul gioco d’azzardo patologico. Hanno partecipato al dibattito: Alessandro Delle Donne, direttore generale della Asl Bat; Anna Maria Candela, dirigente della sezione inclusione sociale della Regione Puglia; Gianfranco Mansi, direttore dipartimento dipendenze patologiche Bat. Gli interventi sono stati moderati da Debora Ciliento e Roberta Rigante, rispettivamente assessori alle politiche sociali del Comune di Trani e del Comune di Bisceglie.
Nel pomeriggio, c’è stata la tavola rotonda sul tema “Gioco d’azzardo. Politiche nazionali e strumenti di contrasto alla dipendenza. Elementi di innovazione nella gestione del fenomeno”. Hanno relazionato don Armando Zappolini, presidente Cnca, il coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza e portavoce della campagna Mettiamociingioco; Margherita Taddeo, referente scientifico del Piano di attività Gioco d’azzardo patologico della Regione Puglia. Ha moderato Gianpiero Losapio, presidente della Comunità Oasi2 San Francesco onlus.




