«Questa mattina ho rischiato di soffocare perché per l'ennesima volta il servizio di assistenza domiciliare per persone con disabilità gravissima non ha funzionato per una “dimenticanza”, l'ennesima, da parte di chi coordina questo servizio indispensabile e vitale per noi».
Inizia così la denuncia social di Donato Grande, malato di sma, che in questi giorni ha una forte bronchite e che, a causa di questo problema, questa mattina ha rischiato di soffocare per una forte tosse. Donato era allettato ed impossibilitato ad alzarsi dal letto. Solo un assistente domiciliare l’avrebbe potuto aiutare. Ha diritto ad un'ora al giorno di assistenza ma questa mattina l’operatore non è arrivato alle 9, come stabilito. Tutto si è risolto quando la madre lo ha sollevato di peso per rianimarlo.
Donato è destinatario, come tutti i disabili gravissimi non autosufficienti, dell’Adi, assistenza domiciliare integrata, che serve a mantenere a domicilio le persone non autosufficienti, favorendo il recupero delle capacità residue di autonomia e di relazione attraverso la predisposizione di un piano individualizzato di assistenza.
«I turni cambiano ogni settimana – dice Donato -, quando un operatore non c’è non viene sostituito. Noi veniamo trattati come dei soprammobili, invece siamo persone, abbiamo la nostra dignità. Non voglio screditare il servizio, è un servizio indispensabile, ma vorrei fosse organizzato meglio, e che fosse affidato a gente preparata e competente».
Il sindaco, Amedeo Bottaro, ha fatto sapere che ha subito contattato gli uffici e la cooperativa che gestisce il servizio, convocandola in Comune per ottenere chiarimenti. Pino Tulipani, Garante dei diritti delle persone con disabilità, della Regione Puglia, ha fatto sapere che ha provveduto a mettersi in contatto «personalmente con gli uffici di competenza che si sono celermente attivati per gli accertamenti del caso. Colgo l'occasione per ringraziare in particolare il dottor Attolico».
Federica G. Porcelli
