Polverizzato ogni record al sottovia allagato di via Pozzo piano: alle 17 di ieri gli operatori dell'associazione Trani soccorso hanno terminato le operazioni di aspirazione delle acque meteoriche che hanno invaso il manufatto e la rotatoria, calcolandone la quantità in 360.000 litri, miglior (o peggior, a seconda dei punti di vista) risultato di sempre.
È servito lavorare ininterrottamente dalle 14 alle 17, sotto la direzione del capitano della Polizia locale Domenico Miccoli ed il controllo di numerosi agenti del Corpo.
Questi ieri, per la prima volta, hanno interdetto alla circolazione l'ultimo tratto di via Falcone compreso tra via Bachelet e la rotatoria allagata, con obbligo di svolta a sinistra in via Bachelet per le auto che percorrevano via Falcone dirette verso la rotatoria, totalmente impraticabile.
Quello che si vede nelle foto dall'alto non è un furgone impantanato, ma è proprio quello di Trani soccorso, nel cui vano erano le pompe Idrovore che hanno ininterrottamente aspirato l'acqua dalla zona.
Al contrario, la vettura finita in acqua nel sottovia è di un automobilista che, nonostante, un primo blocco della Polizia locale è voluto passare lo stesso forzandolo e, addirittura, lo ha fatto percorrendo il sottovia contromano. Si è difeso affermando: «Ero sicuro di farcela«.
Secondo quanto si è appreso, le fasi di allagamento sono state due; la prima pressoché «tradizionale», in linea con gli episodi precedenti; la seconda del tutto eccezionale, perché da Capirro è sceso un fiume di acqua e fango mai visto prima.
Sia in questo caso, sia nell'altro di via Superga, non appare peregrina l'ipotesi che la sempre più diffusa edificazione di villette stia sottraendo alla furia delle acque meteoriche la quantità di terreno drenante necessaria e sufficiente per attenuarne la forza: così la stessa si convoglia tutta in strada con risultati, di volta in volta, sempre più preoccupanti.




