A due anni dall'affidamento provvisorio e poco meno di uno da quello definitivo, risalente al 5 dicembre 2017, il Monastero di Colonna, destinato ad essere sede di museo archeologico, sembra prossimo alla riapertura.
Lo si evince alla luce dell'affidamento di un incarico per il rilascio del certificato prevenzione incendi presso quelle immobile comunale situato all'estremità della penisola di Colonna.
Lo ha determinato il dirigente uscente dell'Area urbanistica, Giacomo Losapio, impegnando una somma di poco superiore ai 7mila euro in favore dell'ingegner Vittorio Treré .
I lavori, partiti da un progetto redatto dagli ingegneri Riccio, Infante, Bozzetti e Onesti, furono finanziati nell'ambito del programma operativo Fesr 2007-2013, dell'importo complessivo di 3.846.000 euro, di cui 2.600.000 a base d'appalto.
La delibera di giunta che approvava il progetto risale a maggio 2010, mentre la determinazione dirigenziale per il nuovo quadro economico di spesa ed aggiudicazione definitiva dei lavori al 28 settembre 2012.
Ad eseguirli, l'Associazione temporanea di imprese Garibaldi-De Magis, di Bari, con un ribasso del 32 per cento ed un prezzo complessivo offerto di poco superiore ai 2.000.000 di euro. Responsabile del procedimento e direttore dei lavori è stato il geometra Salvatore Ferrante, dell'Ufficio tecnico di Trani.
Consegnate il 4 aprile 2012, le opere sono state ultimate il 9 giugno 2015. Tutti gli importi dovuti risultano liquidati, alcuni con il riconoscimento di debiti fuori bilancio.
Da lì la gara d'appalto per la gestione del museo archeologico previsto all'interno della struttura: fu aggiudicata in via definitiva alla società Agorasophia edutainment, di Lecce, unica partecipante, al costo di 94mila euro da un importo a base d’asta di 100mila.
Questi i servizi oggetto della concessione: pulitura, catalogazione, restauro dei beni, allestimento museografico; apertura e chiusura dei locali e degli spazi museali; custodia degli immobili e controllo degli accessi; attività di biglietteria, prenotazione e visite guidate; servizio di accoglienza e informazioni al pubblico; pulizia dei locali e dei beni museali; manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili; visite guidate, organizzazione di attività didattiche e laboratoriali, corsi di formazione, corsi post universitari; comunicazione e valorizzazione della struttura museale e del suo complesso, azioni di marketing territoriale, eventi e manifestazioni.
Ebbene, oggi, al fine della effettiva consegna della gestione del museo, occorre provvedere al rilascio del certificato di agibilità del monastero, propedeutico al quale è quello di prevenzione incendi, rilasciato dal Comando provinciale dei vigili del fuoco.
Da qui la necessità di provvedere ad affidare ad un libero professionista tutte le formalità necessarie al rilascio del certificato e conseguente agibilità della struttura: l'affidamento è avvenuto a trattativa privata.
Il Museo archeologico di Trani non nasce sotto l'egida del sindaco Amedeo Bottaro, ma addirittura, nel 1997, nel corso del governo di Giancarlo Tamborrino, concretizzandosi con Pinuccio Tarantini. Ad oggi, peraltro, non è stato ancora avviato.
La struttura in cui sarà contestualizzato risale all'XI secolo, dovuta all'opera dei Benedettini ed alla volontà normanna. I secoli successivi lo hanno visto oggetto di distruzioni e ricostruzioni, periodi di rilancio ed incuria cui è seguito l'attuale, totale recupero.
