Il personale di sorveglianza non può lavorare oltre il 50 per cento dei giorni festivi dell'anno. E, così, il Castello svevo di Trani, all'improvviso, chiude i battenti domenicali per sette volte fino alla fine dell'anno. La comunicazione del Ministero per i beni attività culturali, peraltro molto scarna, è giunta nella serata di sabato, alle 20.30, lasciando i turisti totalmente spiazzati davanti ad un portone chiuso.
Il Mibact ha motivato la chiusura del maniero federiciano di piazza Re Manfredi per non meglio precisati «motivi tecnico organizzativi», limitandosi ad elencare le date dell'inatteso stop: s'è partiti già ieri, domenica 14 ottobre, ma il castello resterà chiuso anche le domeniche 21 e 28 ottobre, e poi ancora tre volte a novembre (11, 18 e 25) ed una a dicembre, il 30.
«È da anni che denunciamo questa sempre più grave carenza di personale - dice Matteo Scagliarini, coordinatore regionale della Funzione pubblica Cgil, per i Beni culturali -, da cui Trani non è certo esclusa, tanto che il problema, adesso, si è manifestato in tutta la sua drammaticità».
«Cgil, Cisl e Uil - fa sapere Scagliarini - da tempo hanno proclamato uno stato di agitazione per gli evidenti problemi degli organici del personale di custodia e sorveglianza del Polo museale del sistema dei castelli pugliesI, e non escludiamo di inasprirlo poiché il problema, come anche Trani sembra indicare, appare sempre più diffuso e di difficile soluzione».


